“Benedico ogni centimetro d’Amore, ogni minima scheggia d’Amore, ogni venatura o mulinello d’Amore, ogni tavolo e letto d’Amore…Amore che sei il mio destino, insegnami che tutto fallirà se non mi inchino alla tua benedizione”. Mariangela Gualtieri
Amore. Possiamo attribuirgli il valore che desideriamo ma le parole se lasciate sole, non sono in grado di dare una reale corrispondenza alla vastità dell’amore.
“Amor ch’a nullo amato amar perdona” scrive Dante. Una cosa semplice? Parliamone. Così che dovrebbe essere se ascoltiamo i grandi luminari, ma quanto di vero c’è in tutto questo? Chiediamocelo. Non tutte le favole iniziano con un “C’era una volta” e finiscono con “E vissero felici e contenti”. Quante di loro al giorno d’oggi si accendono con un “Ti va un caffè”? e poi finiscono con l’ “Enigma” del secolo.
L’Amore si propone spesso come un gioco sacro e profano, un mistero nel quale ciascuno di noi è chiamato a dare la propria visione e a spendersi con anima e corpo. Cupido, quella forza istintiva che divampa attraverso un’esperienza che travolge e allo stesso tempo insegna, co-creando realtà in cui sperimentarsi e crescere dal punto di vista animico.
Ieri sera, lo spettacolo “Amor (&) Psycho” di Gloria Zarletti per il Festival “De Rebus Amoris” della Fondazione Lucifero, un excursus sensoriale spazio-tempo tra le camere “sentimento” e “intelletto”. L’evento si è celebrato nella suggestiva Cappella Orsini di Roma, con la collaborazione degli interpreti Maria Pia Tanturli, Andrea Vasone e l’appassionata voce di Alessandro Camilli.

Lo scritto nasce dal profumo dei ricordi, dal tempo in cui si era bambine insieme, dalle confidenze di due amiche che nel diventar donne hanno assaporato l’amore in tutte le sue forme, vivendolo fino a lasciarsi vivere e ritorno.
La storia insegna molte cose, basterebbe prestare lei la giusta dose di cura e attenzione. Una sorta di manualetto con le istruzioni per l’uso da tenere a portata di mano all’occorrenza, che preziosamente ci è stato tramandato e come un faro di luce può espiare gli affari di cuore che ingabbiano la cronaca dei nostri giorni.
Questo può fare la storia per noi e la Zarletti nel suo testo sembra averlo capito molto bene; tanto da riuscire a correlare la mitologia di un tempo passato a storie di vita vera, cruda realtà quotidiana di amore “tossico” e sangue che dilagano incontrastati per le vie dell’esistenza. Parlare e riflettere sull’Amore è un atto di coraggio urgente quanto rivoluzionario.
Gli occhi che brillavano di Gloria mentre le sue parole prendevano corpo, l’espressione evocativa di Maria Pia, l’interpretazione immersiva di Andrea e la performance musicata di Alessandro hanno accompagnato per mano i presenti in sala lungo i sentieri intrecciati del cuore. Luci e ombre su di un panorama esistenziale emotivo, permeato ancora troppo di cultura patriarcale e amore carnefice, sono emerse tangibili e accorate.
Le relazioni tossiche il più delle volte celano delle vere e proprie dipendenze affettive e si basano su rapporti disfunzionali che tengono legati per troppo tempo a persone sbagliate. Sono legami che anziché donare benessere, generano insoddisfazione, ansia e prosciugano energie. Una reale presa di coscienza della situazione in cui ci si trova è il primo passo per spezzare questo legame e tornare a vivere serenamente.
Una serata all’insegna della meraviglia che ci riporta sulle note di Renato Zero con “Amando Amando”, “La cura” di Battiato e Bersani con “Giudizi universali”, in un’atmosfera mistica di emozioni sancite dal baluardo dell’Amore. L’amore quello vero, senza fronzoli. L’amore puro.

Carlo Taglia, straordinario VagaMondo, dice: “ “Ti amo e ti libero. Ti libero dall’attaccamento e dal bisogno di averti qui per me. Ti libero dalle proiezioni di mia madre o mio padre, tu non sei i miei genitori. Ti libero dalle ferite del mio passato impegnandomi a prendermi cura del mio fardello in prima persona. Ti libero dall’aspettativa di ritrovarti avendo premura di esprimere tutto il mio amore oggi consapevole, che domani tutto può succedere e che l’esistenza non è eterna. Ti amo e imparando ad amare mi libero”.


