In occasione del solstizio d’estate, la storica Abbazia di Palombara Sabina ha fatto da cornice al “Sabina Charme Experience – rituali d’estate”, evento che ha unito archeologia, riti della tradizione e alta enogastronomia in un percorso esperienziale dedicato alla valorizzazione dell’identità culturale e produttiva della Sabina.
Un percorso tra patrimonio storico e paesaggio rurale

L’iniziativa si è svolta nello scenario dell’Abbazia di San Giovanni in Argentella, straordinario complesso medievale immerso nel paesaggio degli uliveti secolari sabini. I partecipanti sono stati accompagnati in una visita guidata che ha messo in relazione l’architettura dell’abbazia con il contesto agricolo circostante, evidenziando il legame profondo tra storia, spiritualità e cura della terra.
L’esperienza ha restituito una lettura stratificata del territorio, in cui il patrimonio culturale si intreccia con la dimensione produttiva e paesaggistica.
Il solstizio d’estate e la riscoperta dei saperi tradizionali
Con il calare della sera, il programma si è concentrato sulle antiche usanze contadine legate al solstizio d’estate. Sotto la guida di Stella Schiavon (Kore Terra Madre), i partecipanti hanno preso parte a un laboratorio dedicato alla preparazione dell’“Acqua di San Giovanni”, attraverso la raccolta e l’infusione di erbe spontanee tipiche della campagna sabina, tra cui iperico, lavanda, ruta, mentuccia e rosmarino.
Il momento ha permesso di riscoprire pratiche rituali e conoscenze erboristiche tramandate oralmente, riportando al centro il rapporto tra cicli naturali, cultura contadina e memoria collettiva.
Enogastronomia e identità: la Sabina come racconto contemporaneo del territorio
Il cuore dell’evento è stato rappresentato dalle “Gustationes Sabinae”, un percorso archeo-gastronomico ideato dall’archeo-chef Gabriella Cinelli che ha reinterpretato l’evoluzione dei sapori locali dalle radici romane e medievali fino alla contemporaneità.
Il menù ha valorizzato eccellenze del territorio come l’olio extravergine di oliva della Sabina, con un focus sull’olio monocultivar Salviana di Silvi Sabina Sapori, il pane realizzato con grani antichi e prodotti della rete Slow Grains, le conserve artigianali di Ines Conserve e una selezione di formaggi e salumi tradizionali.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso di collaborazione tra realtà produttive locali, con l’obiettivo di rafforzare la narrazione identitaria del territorio e promuoverne uno sviluppo sostenibile.