È ufficiale: la Serie A è ripartita già da qualche settimana. E con lei non solo le esultanze, le critiche agli arbitri e i “quest’anno vinciamo lo scudetto”, ma anche la maledizione del calcio spezzatino.
Un tempo le partite si giocavano tutte la domenica pomeriggio.
Oggi no: tra anticipi, posticipi, recuperi e coppe varie, la Serie A è diventata una specie di tetris settimanale.
Ma il vero problema, amici miei, non sono le squadre, non sono i calendari, non sono nemmeno i VAR check di svariati minuti: il vero dramma è la vita di coppia.
Lei (o lui) che vuole guardare la serie TV del momento, ma scopre che in contemporanea c’è Lecce – Pisa del lunedì sera, match imperdibile che “potrebbe decidere la salvezza già da adesso”.
Il partner che tenta di organizzare un romantico weekend fuori porta, ma deve fare i conti con un “Amore, ma proprio sabato alle 18 gioca la mia squadra… se partissimo dopo? Magari verso mezzanotte?”.
Le cene romantiche, ormai, si trasformano in delivery di pizza consumata davanti al posticipo, con le candele sostituite dalla luce del maxi-schermo.
Ecco alcune soluzioni per sopravvivere a questo tsunami calcistico senza compromettere il rapporto.
Il compromesso del telecomando: un tempo si litigava per il volume, oggi si litiga per la priorità. Regola: chi vince al Fantacalcio ha diritto a scegliere il canale per tutta la settimana.
La doppia vita digitale: uno davanti alla TV per la partita, l’altro con le cuffiette a vedersi la serie sul tablet. È il moderno concetto di “stare insieme ma separati”.
Calendario condiviso: non quello della coppia, ma quello della Serie A. Meglio sapere subito che il 22 ottobre non si può festeggiare l’anniversario, perché c’è il derby.
Il bar sotto casa: quando il partner proprio non ne può più di sentire urlare “RIGOOORE!” al 92’, la soluzione diplomatica è il bar sport. Così almeno il tifo si divide con altri disgraziati nella stessa situazione.
L’arma segreta: proporre al partner di tifare insieme. Funziona solo se la squadra vince. Se perde, si rischia la rottura immediata (di coppia e di telecomando).
In conclusione, il campionato è appena iniziato e già promette tensioni, emozioni e… consulti matrimoniali.
La Serie A “spezzatino” non è solo un campionato, è una vera e propria prova di resistenza sentimentale.
Tra un anticipo e un posticipo, tra un “stasera guardiamo una commedia romantica” e un “eh ma gioca la Fiorentina”, si finisce per scoprire che l’amore vero non è portarsi la colazione a letto… ma accettare di guardare 90 minuti di Cagliari–Verona senza chiedere “ma almeno chi vince?”.
E ricordate: i matrimoni passano, le mode pure, ma il campionato… quello non finisce mai.
A cura di Vincenzo Ceravolo



