Una domenica carica di emozione e spiritualità ha fatto da cornice, nella mattinata del 26 aprile 2026, alla solenne celebrazione nella Basilica di San Pietro, dove Papa Leone XIV ha ordinato dieci nuovi sacerdoti. Un momento intenso, scandito da preghiere e incenso, che segna l’ingresso di nuove guide spirituali nella Diocesi di Roma, chiamate a rispondere alle esigenze di una comunità sempre più complessa e bisognosa di ascolto.
Tra i nuovi presbiteri spicca la storia di don Giorgio Larosa, 30 anni, originario di Setteville di Guidonia. Un percorso, il suo, fatto di quotidianità e ricerca interiore, maturato all’interno della realtà parrocchiale del territorio. La sua vocazione non è nata all’improvviso, ma si è sviluppata nel tempo, attraverso esperienze e riflessioni che lo hanno portato a riconoscere una felicità più autentica nel servizio agli altri.
“Dedicare tempo a me stesso non mi dava la stessa gioia che trovavo in parrocchia”, ha raccontato, sottolineando come siano stati proprio i volti e l’impegno di laici e sacerdoti incontrati lungo il cammino a guidarlo verso questa scelta di vita. Un esempio concreto di fede vissuta, capace di accendere una vocazione.
Accanto a lui, storie diverse ma unite dallo stesso slancio spirituale: c’è chi ha lasciato una carriera nella musica internazionale, chi un lavoro stabile o un percorso universitario, per seguire una chiamata più profonda. Un mosaico di esperienze che riflette il volto universale della Chiesa, arricchito anche da presenze internazionali provenienti da Africa, America Latina e Medio Oriente.
Nel corso dell’omelia, Papa Leone XIV ha invitato i nuovi sacerdoti a vivere il proprio ministero con dedizione e autenticità, sottolineando l’importanza di custodire la propria vocazione con la stessa cura di un amore profondo e duraturo. Un richiamo forte a essere testimoni credibili, capaci di costruire relazioni e comunità.
Per Setteville di Guidonia, l’ordinazione di don Giorgio rappresenta un momento di orgoglio e partecipazione: una storia che nasce dal territorio e che oggi si apre alla città di Roma, portando con sé un messaggio di speranza e impegno.
