Tradizione e cautela nella spesa natalizia
Quando si parla di Natale, gli italiani restano fortemente legati alle tradizioni, tuttavia il caro vita incide in modo sempre più evidente sulle scelte di consumo. Secondo l’European Holiday Outlook 2025, realizzato da Deloitte su oltre settemila consumatori europei, per un italiano su due la spesa per lo shopping natalizio resterà stabile rispetto al 2024, mentre nel 26% dei casi è prevista una riduzione. Il dato conferma un atteggiamento prudente, che non rinuncia alle festività ma tende a ricalibrare il budget in un contesto percepito come più incerto.
Spesa stabile ma più selettiva
Il 50,5% dei consumatori italiani dichiara di voler spendere più o meno quanto l’anno scorso, un valore superiore alla media europea del 48,7%. Allo stesso tempo, un italiano su quattro prevede di spendere meno, una quota più alta rispetto al resto d’Europa. La propensione ad aumentare la spesa rimane contenuta e riguarda solo il 19,1% degli italiani, contro il 23,3% della media europea. “I consumi del periodo natalizio di solito sono indice di quello che sarà la spesa dei consumatori non solo nel periodo delle festività di fine anno, ma anche nei primi mesi del 2026”, spiega Andrea Laurenza, Consumer Industry Leader di Deloitte Central Mediterranean, sottolineando come la cautela si traduca in scelte più selettive e mirate.
Il peso del caro vita e delle finanze personali
Le motivazioni alla base della riduzione della spesa sono in larga parte comuni in Europa, ma in Italia emergono con maggiore intensità. L’aumento del costo della vita è indicato dal 52,9% degli italiani, contro il 47,2% della media europea, mentre il 38,4% segnala un peggioramento della propria situazione finanziaria. Accanto a questi fattori, si affaccia anche un cambiamento di sensibilità: un quarto degli italiani dichiara di voler ridurre i consumi non solo per necessità economiche, ma anche per una scelta più consapevole e orientata al risparmio.
Dove si taglia il budget delle feste
Per chi riduce la spesa, i tagli riguardano soprattutto i regali, seguiti da decorazioni e atmosfera natalizia. In Europa, invece, si tende a risparmiare maggiormente su viaggi ed esperienze, come cene fuori ed eventi. Si tratta spesso di aggiustamenti graduali piuttosto che di rinunce totali, con scelte più essenziali che consentono comunque di mantenere il clima delle feste.
Natale e shopping, tra stress e incertezza
Il periodo natalizio porta con sé anche una crescente componente di stress. In Europa tre consumatori su dieci considerano le festività stressanti e la percentuale sale quando si entra nella fase dello shopping. In Italia la tensione è ancora più alta, con livelli superiori alla media europea sia per le festività sia per gli acquisti, e solo il 27% ritiene di avere risorse sufficienti per vivere un Natale sereno.
Digitale, GenAI e influencer: nuove abitudini di acquisto
Accanto alle modalità tradizionali, emergono nuove forme di shopping digitale. In Italia il 33% dei consumatori utilizza strumenti online per gli acquisti natalizi, mentre il 12% si affida alla GenAI per la scelta dei regali. Più limitato, invece, il peso dei consigli degli influencer, seguiti solo dal 7% degli italiani, un dato inferiore alla media europea. L’adozione delle tecnologie digitali resta quindi prudente, ma segnala un’evoluzione graduale delle abitudini di consumo.
Un quadro europeo differenziato
Il confronto con gli altri Paesi mostra dinamiche diverse: in Francia e Germania pesa soprattutto il caro vita e il peggioramento delle finanze personali, mentre in Spagna incidono maggiormente le preoccupazioni macroeconomiche e geopolitiche. Nel Regno Unito prevale un approccio di budgeting rigoroso, orientato al controllo della spesa e alla pianificazione finanziaria. Nel complesso, l’indagine evidenzia un’Europa cauta, in cui il Natale resta centrale ma viene vissuto con maggiore attenzione alle risorse disponibili.


