
Mi sono approcciato a questo nuovo libro di Susanna Tamaro con la solita curiosità di leggere ciò che questa straordinaria scrittrice potesse offrire ai suoi lettori. “La via del cuore”: già il titolo mi intrigava. Il libro è ricco di riflessioni intense, a volte spesso dure, spietate: la Tamaro prova a raccontare i nostri tempi dal suo punto di vista, quello di una donna che non ha smesso di porsi domande, di fermarsi a guardare l’uomo, il suo mistero e le sue dinamiche. A volte lo fa con un po’ di pessimismo, costante che ho ritrovato spesso nei suoi ultimi libri; ma è un pessimismo che nasce proprio dal fatto che l’uomo sembra aver perso il legame con il cuore.
Susanna Tamaro afferma che “l’unica cosa che l’uomo può veramente cambiare è il suo cuore e il cuore non si apre con la tolleranza ma con l’umiltà. I cambiamenti del cuore sono difficili, faticosissimi, segreti, spesso forieri di solitudine e di ingratitudine ma sono l’unica strada da percorrere per rettificare la corsa distruttiva che abbiamo intrapreso, per sostituire l’uomo-scimmia e l’uomo-cosa con l’uomo colmo della grazia dell’umano”.
L’umanità che la scrittrice triestina osserva è quella composta di persone sole, attratte dalla mondanità, pieni di paure e ansie, alla ricerca della soddisfazione di desideri impossibili quanto irrazionali. È una umanità sempre più sola, capace di isolarsi in se stessa, intenta ad osservare uno schermo dimenticando gli altri e se stessi, attenta più all’apparire che all’essere. C’è un vuoto di senso che si può colmare solo facendo silenzio, osservando la bellezza che ci circonda, partendo dalla natura di cui Susanna Tamaro è attenta osservatrice.
“È la complessità del destino a determinarci ed è proprio dall’interrogazione su questa complessità che nascono la poesia, la musica, la filosofia, vale a dire tutto ciò che distingue gli esseri umani dalle altre forme viventi. Interrogarsi, stupirsi, intravedere un orizzonte verso il quale incamminarsi. Se ci commuoviamo ascoltando della musica è grazie a questa complessità, se i nostri bambini fanno domande nel cuore della notte mentre tutti gli altri cuccioli dormono, ancora una volta è per questo. Perché alla base della vita c’è il mistero, e il mistero e l’inquietudine si alimentano costantemente l’un l’altra producendo un unico fuoco. Quel fuoco che rende ogni vita unica e degna di essere vissuta”.
Ho fatto un po’ fatica a leggere l’inizio di questo libro, forse perché mi catapultava immediatamente in una realtà di cui la Tamaro nota tutte le sofferenze. Con l’avanzare delle pagine mi ha catturato e la lettura è diventata scorrevole e piacevole. Molto bello il capitolo finale in cui Susanna Tamaro scrive una lettera a Gesù Bambino dove chiede la capacità di riconoscere il bene, con particolare attenzione al mondo dei bambini che devono ritrovare la loro innocenza, anche a causa di genitori che hanno smesso di educare.
“La via del cuore” è un libro molto bello che non ci lascia indifferenti, suscitando riflessioni importanti per continuare a vivere ascoltando il cuore.



