Sapevi che a Mentana si trovava uno dei forni più antichi?
Siamo a Mentana, cittadina nei pressi di Roma. Un luogo che conserva un borgo ricco di storia, dalla bellezza ancora intatta.
Oltre i numerosi edifici storici, quali Palazzo Borghese, Palazzo Crescenzio o Palazzetto Santucci, il borgo ospitava anche un antichissimo panificio.
Il pane fa parte della cultura Mentanese da sempre. Basti pensare che la merenda tipica dei bambini, fino a pochi anni fa, era principalmente l’intramontabile pane e olio; ma si mangiava anche pane e zucchero, pane e ciliegie, si cucinava la famosa panzanella o pancotto… Insomma, chi più ne ha più ne metta.
Frammenti di vita e storia, quanti nostri avi hanno venalmente preso un tocco di pane.
Il “pane”, in quei tempi era oro. Pane e olio, pane e uva, pane e persiche, pane e ficora, acqua cotta con pane, pane e pomodori, pane e lardo…
UNO DEI FORNI PIù ANTICHI D’ITALIA
Oggi, grazie agli studi di Roberto Tomassini, sappiamo notizie riguardo l’antico forno di Mentana, presso il centro storico:
salendo per via Crescenzio, oltrepassata l’omonima piazza, voltando a sinistra solo dopo pochi metri, si giunge al Vicolo del Forno, nel cuore del Centro Storico di Mentana. È questa una viuzza stretta e senza uscita, di modeste dimensioni, in cui le case con i muri costruiti con grossi conci tufacei, grossolanamente squadrati, sono un’espressiva testimonianza d’architettura rurale.
Tra queste si distingueva l’antico forno del pan venale che in epoca pontificia significava pane a pagamento; qui il fornaio lo faceva e lo vendeva.

LA TOTALE SCOMPARSA
Non n’è rimasta nessuna traccia e la sua scomparsa dice com’è facile la trasformazione dei luoghi e delle costruzioni. Chi vi passa accanto non potrebbe certo immaginare che questo, dopo la chiesa e la piazza del paese, era il luogo più importante e frequentato.
Quando fu costruito il forno?
La documentazione in nostro possesso ci autorizza a formulare l’ipotesi che questo forno fu costruito intorno alla metà del XVI secolo e, infatti, è già citato nel testamento di Camillo Orsini del 1552. Precedentemente, quando non esisteva, il pane si faceva in altri locali del castello; alcune famiglie lo cocevano anche nel focolare di casa propria. Di ciò rimane un preciso ricordo nella tradizione culinaria mentanese che ancora in tempi abbastanza recenti, annoverava fra le sue creazioni “lu ciocio“, una sorta di focaccia non lievitata che, appunto, era cotto nella brace del camino.


