Villalba, frazione di Guidonia Montecelio (RM), è oggi definibile una cittadina “nuova”. Ricca di servizi, negozi e attività: la maggior parte dei cittadini pensa che sia nata col fascismo. Questo è vero solo in parte: i casali di Villalba testimoniano una storia più antica, di cui ancora in pochissimi parlano.
Villalba è “solo” una frazione del grande comune di Guidonia Montecelio (RM), ed è nota per la presenza delle cave di Travertino.
Tuttavia, prima della nascita di Guidonia Montecelio, in epoca fascista, c’erano già insediamenti. Ne abbiamo parlato in questo articolo!
Una delle valide testimonianze di questa storia dimenticata, sono i cosiddetti “casali di Villalba“, ovvero un complesso di edifici sparsi in tutto il territorio.
Attualmente una fonte pubblica è, con mia sorpresa, il gruppo Facebook “Se sei di Villalba“, chiaramente non autorevole, ma sufficiente quanto basta per risalire alle fonti ufficiali.
In questi casi è fondamentale cogliere l’importanza delle voci, prima che gli ultimi a poter parlare se ne vadano per sempre!
Tuttavia sono stati fatti anche studi importanti: tra i nomi ci sono Valentina Cipollari, Zaccaria Mari, G. Tomassetti, F. Bulgarini, Maria Sperandio.
I CASALI DI VILLALBA
Il discorso si fa complesso, sono tanti. Se ne contano almeno 8 e sono sorti in diverse epoche, a partire almeno dal Medioevo, ma ci sono anche tracce di età romana.
Tra i più rilevanti troviamo:
1) Casale Bernini o Casale Nuovo

Costruito nella prima metà del ‘600 per rifornire del miglior travertino la fabbrica di San Pietro. Alcune fonti affermano che vi soggiornò il Bernini, da qui il nome, ma è anche conosciuto come “Casale Nuovo” per distinguerlo dal “Casale Vecchio”, il Barco.
In seguito viene usato come colonia penale per i condannati ai lavori forzati nelle cave di travertino, come ricordano ai suoi lati le torrette a forma di garitta provviste di feritoie.
Durante la seconda guerra mondiale viene adibito ad osservatorio e per questo motivo venne aggiunta la torre centrale.
Questo casale è famoso per essere appartenuto alla famiglia dei Conversi e per aver accolto le prime scuole di Villalba.
Dal gruppo Facebook, alcune testimonianze raccontano:
“Li ci sono state le prime scuole di Villalba con la maestra Cardinali e la bidella Cecilia. Mia nonna abitava lì al terzo piano. Dentro é bellissimo (…).
Quando ero piccola papà portava me mio fratello a visitare e ci spiegava chi ci abitava. Quali stanze erano adibite a scuola, dov’era il pollaio, dove mia nonna e le sue amiche andavano a lavare i panni…“
“Anche i miei nonni, lavorando da Conversi, sono stati lì per diverse mansioni. Nella storia di Guidonia ci sono foto che ritraggono alunni con la loro maestra…peccato che tanta storia nostra decada così!“
Da voci che circolano il Casale ora è di proprietà della DEGEMAR e sembra che sia stato sottoposto a vincolo monumentale da parte della Soprintendenza.
2) Casale dei Pastini o delle Pastine
Forse uno dei casali più antichi. Al di sotto è presente infatti una cisterna romana a due navate, precisamente di età neroniana. Al centro, una fila di cinque pilastri sorregge le volte a botte. La cisterna è stata studiata per la prima volta dall’archeologo Zaccaria Mari.
Incredibile vero?
Il casale è invece settecentesco. In origine era una fiorente azienda agricola. Il nome infatti descrive la funzione: il termine Pastini deriva dal verbo latino “pastinare” ovvero “terra da scassare”.
La scrittrice Sibilla Aleramo, in una delle sue tante visite nell’agro romano per impiantare scuole rurali dedicate all’istruzione dei figli dei pastori e dei contadini, nelle quali collaborava e affiancava Giovanni Cena e il dottor Angelo Celli, si fa ritrarre in una foto con il casale sullo sfondo.
Al tempo, Villalba non era nient’altro che un villaggio costituito da capanne di paglia e abitato da contadini.
Per approfondimento su questo casale, rimando al sito di Sara di Palma, che ha dedicato la sua tesi di laurea al casale.
3) Casale del Barco
Si tratta di un casale concepito alla metà del Cinquecento per essere il cuore della riserva di caccia del cardinale Ippolito II d’Este. Successivamente legò le sue fortune all’estrazione e al trasporto del travertino.
“Barco” sarebbe infatti una variante dialettale di “Parco”.
GLI ALTRI CASALI sono: il casale dei Gelsi o delle More, Casale Sant’Antonio, considerato il casale più antico di Villalba, Casale Montozzi e quelli ormai distrutti, ovvero il Casale del cancello di ferro e il Casale dei Licini.
Conoscevi già Villalba di Guidonia? Hai mai notato questi casali?
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