
Viviamo in un’epoca meravigliosa: auto elettriche, intelligenza artificiale, voli nello spazio… eppure, trovare qualcuno che dica con sincerità “scusa”, “grazie”, “ho sbagliato” e soprattutto “dipende da me” è raro, rarissimo, più facile che nevichi nel deserto del Sahara a Ferragosto.
Di chi è la colpa?
Forse della “scusite” cronica, una malattia diffusissima che porta la gente a inventare scuse creative per ogni occasione.
Poi ci sono i laureati in “rimandite”, che li colpisce quando devono fare qualcosa di scomodo. Il loro motto preferito? “Lo faccio domani.” Che poi diventa “mai”.
Non parliamo della “lamentite”, qui ci sono vere cinture nere, la più contagiosa di tutte: chi ne soffre è sempre vittima del traffico, del tempo, del capo, dei colleghi, dei pianeti in congiunzione. Mai una volta che dicano: “Forse… dipende da me.”
E infine, la più pericolosa: la “ritardite”, che si manifesta con il classico “Arrivo tra cinque minuti”, mentre la persona è ancora in pigiama a casa.
Eppure, basterebbe poco per guarire: una dose di “mi dispiace” quando sbagliamo, un’iniezione di “grazie” quando qualcuno ci aiuta, e un sincero “dipende da me” per ricordarci che non possiamo controllare tutto, ma qualcosa sì.
Aspettare che siano gli altri a cambiare o a capire le cose non porta molto lontano… si rischia solo di restare fermi. Meglio partire da sé stessi, fare quel piccolo primo passo per stare meglio. Vedrai come, quando cominci a lavorare su di te, il resto piano piano sembra mettersi a posto da solo.
Magari scopriremmo che essere responsabili non è poi così male. Che ammettere un errore non è segno di debolezza, ma di coraggio. E che smettere di lamentarsi fa bene al fegato e alla vita sociale.
La prossima volta che ti viene da dire “non dipende da me”, prova a fermarti un secondo e chiederti: “E se invece dipendesse anche da me?”.
Forse non puoi cambiare il mondo intero, ma almeno puoi cambiare il tuo pezzo di mondo. E se proprio non vuoi farlo per filosofia di vita, fallo per convenienza: lamentarsi non risolve nulla, agire invece sì. Scoprirai che prendersi la responsabilità non è un peso, ma una libertà: quella di smettere di aspettare scuse, miracoli o coincidenze astrali… e iniziare a fare qualcosa di concreto.
Perché lamentarsi è facile, cambiare richiede coraggio.
Ma, diciamolo, lamentarsi non ha mai risolto nulla.
Ricorda, le lamentele sono come le sedie a dondolo: ti tengono impegnato, ma non ti portano da nessuna parte.



4 risposte
Grazie Vincenzo tutto ciò che scrivi è sacrosanta verità e spero che il tuo articolo arrivi a tutte le persone che si lamentano che non hanno tempo ,ma hanno sempre scuse e continuano a rinviare. Basterebbe solo un po di umiltà ed iniziare da una parte .Grazie Vincenzo
Ti ringrazio Agostino per le tue parole. Hai centrato perfettamente il messaggio: spesso basta solo un po’ di umiltà e la voglia di iniziare davvero
Caro Vincenzo i tuoi articoli ,ci ricordano sempre delle verità disarmanti. Il giusto pensiero deve essere come.posso cambiare ciò che mi circonda e migliorarlo ? Se non inizio da me stesso ?
Grazie di avermelo ricordato.!!!
Ciao Gino, ti ringrazio molto per il tuo commento e per la riflessione che hai condiviso. Credo anch’io che ogni miglioramento cominci da un piccolo passo personale. È bello sapere che il mio articolo ti ha ricordato questa verità.
Grazie.