Il virus West Nile, che arriva trasportato dagli uccelli migratori, sta suscitando preoccupazione anche per la trasmissione tramite le zanzare. Le femmine infette, infatti, possono trasmettere il virus alle uova e alle larve attraverso un meccanismo chiamato “trasmissione transovarica”. Questo processo aumenta considerevolmente la circolazione del virus nei territori, soprattutto nelle regioni colpite, creando un rischio crescente per la salute pubblica.
Il ruolo cruciale dei veterinari nella sorveglianza del virus West Nile
A fronte di questi rischi, sono centinaia i veterinari impegnati sul campo per monitorare gli animali portatori del virus, come cavalli e altri mammiferi. Secondo Maurizio Ferri, coordinatore scientifico della Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva (Simevep), gli uccelli migratori sono i principali serbatoi naturali del virus. Tuttavia, la trasmissione attraverso le zanzare femmine infette è un fenomeno che amplifica la diffusione del West Nile. Ogni zanzara può deporre circa 300 uova per ciclo, e questo moltiplica esponenzialmente il numero di zanzare infette, aumentando i rischi di contagio anche oltre la stagione estiva.
Il clima e i cambiamenti ambientali aumentano i rischi
A causa dei cambiamenti climatici, le temperature più alte perdurano anche oltre l’estate, allungando il periodo di attività delle zanzare. Questo permette al virus di restare attivo per periodi più lunghi, contribuendo alla sua autoctonizzazione nei territori. Ferri sottolinea come la sorveglianza sugli animali serbatoio e le disinfestazioni siano le uniche misure efficaci per prevenire l’insorgenza di nuovi casi umani, dato che non esistono al momento vaccini o farmaci specifici contro il virus.
Interventi preventivi e monitoraggio mirato
Le operazioni di monitoraggio e disinfestazione sono condotte da veterinari del Servizio Sanitario Nazionale, che lavorano in stretta collaborazione con le Asl e gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali. Le attività di sorveglianza iniziano già ai mesi primaverili, quando le temperature più calde favoriscono la riproduzione delle zanzare. È essenziale anche monitorare i porti e gli aeroporti, luoghi cruciali per il trasporto di insetti infetti, che potrebbero introdurre il virus nelle aree non ancora colpite.
Prevenzione e protezione della salute umana
L’identificazione precoce del virus negli animali portatori è fondamentale per mappare le aree potenzialmente a rischio e intervenire tempestivamente con disinfestazioni mirate. Questi interventi sono vitali per proteggere la salute umana e fermare la diffusione del virus West Nile. La sorveglianza veterinaria, in particolare nelle regioni più colpite, è quindi un elemento essenziale per contenere l’emergenza e ridurre al minimo i rischi per la popolazione.


