Una tradizione che attraversa il tempo
A 102 anni, nonna Maria continua a impastare dolci natalizi come ha sempre fatto. Accade a Rocchetta Sant’Antonio, piccolo comune della provincia di Foggia con circa 1.500 residenti, dove Maria è l’unica ultracentenaria vivente. In questi giorni che precedono il Natale indossa il grembiule, prende mattarello, acqua e farina e prepara le cartellate, uno dei dolci simbolo delle feste, affiancandole ai calzoncelli ripieni di castagne o mandorle e a diverse tipologie di crostate, seguendo ricette che variano di volta in volta.
Una vita di lavoro e autonomia
Orfana di madre dall’età di un anno e mezzo, Maria è cresciuta con i nonni paterni e ha fatto da madre anche ai fratellastri e alle sorellastre. Per molti anni ha lavorato nei campi del Foggiano, in particolare a Cerignola. Oggi vive sola, è autonoma, segue un’alimentazione equilibrata e beve un bicchiere di vino al giorno, come raccontano alcuni nipoti. Ha quattro figli, dieci nipoti, undici pronipoti e quattro trisnipoti, e continua a tramandare le sue ricette di generazione in generazione.
Il presepe vivente e la memoria collettiva
Nonna Maria ha partecipato per anni alla realizzazione dello storico presepe vivente del paese, contribuendo anche con prodotti tipici dell’enogastronomia locale preparati da lei. “È sempre stata attiva partecipando alla realizzazione dello storico presepe vivente del nostro comune”, ha sottolineato Andrea Gisoldi dell’associazione Liberamente, ricordando come il suo contributo abbia arricchito una manifestazione identitaria per la comunità.
Uno studio antropologico su nonna Maria
La sua storia è anche oggetto di uno studio antropologico avviato tra il 2007 e il 2008 dal compianto Aldo Colucciello. “Noi dell’associazione portiamo avanti questo lavoro per lasciare una memoria del dialetto, delle abitudini e dei volti di chi arriva a 100 anni ed oltre”, ha aggiunto Gisoldi, sottolineando che “nonna Maria è l’unica ultracentenaria vivente nella nostra comunità”. Una testimonianza che unisce longevità, tradizioni e identità locale, trasformando i gesti quotidiani in patrimonio culturale condiviso.


