Un modello pilota per le aree interne dell’Alta Sabina
Contrastare lo spopolamento delle aree interne è una delle sfide più complesse per il Paese e i dati Istat confermano una tendenza preoccupante, con l’82% dei comuni italiani destinati a un declino demografico entro il 2043. In questo contesto si inserisce l’esperienza dell’Alta Sabina, dove dieci comuni hanno deciso di unire competenze e risorse per avviare un modello pilota di ripopolamento e sviluppo sostenibile, fondato su una governance territoriale integrata e su investimenti mirati.
La Green Community e l’Atlante per il futuro
Il progetto nasce nell’ambito della Green Community dell’Alta Sabina, finanziata dalla misura PNRR – Green Communities (NextGenerationEU). Il percorso prende forma con la firma dell’Atlante per il futuro, noto come Contratto Energia, Clima e Società, che definisce la roadmap di sviluppo per il prossimo decennio. L’accordo è stato sottoscritto a Roma, presso lo spazio WeGil, dai sindaci di Rocca Sinibalda, Belmonte, Colle di Tora, Longone, Marcetelli, Torricella, Monteleone, Poggio Moiano, Poggio San Lorenzo e Varco Sabino, territori che complessivamente contano circa 7.500 abitanti.
Obiettivi demografici e strategia integrata
L’obiettivo dichiarato del progetto IN. Alta Sabina è ambizioso ma misurabile: aumentare del 5% la popolazione residente entro il 2035, invertendo un tasso di spopolamento oggi quattordici volte superiore alla media nazionale. La strategia integra energia, ambiente, digitalizzazione e servizi alla persona, puntando a rendere più attrattivi i comuni interni e a contrastare anche la fuga di capitale umano, che tra il 2002 e il 2022 ha coinvolto quasi 330.000 giovani laureati.
Il valore economico dei servizi ecosistemici
L’Atlante per il futuro parte dal riconoscimento del valore dei servizi ecosistemici generati dal territorio. In Alta Sabina, foreste, acque e paesaggi producono benefici collettivi stimati in 134 milioni di euro l’anno, mentre la loro tutela richiede investimenti pari a 1,2 milioni di euro annui, meno dell’1% del valore naturale generato. Una visione che collega tutela ambientale e sviluppo locale, delineando azioni su energia pulita, gestione idrica, mobilità di prossimità e filiere locali.
Innovazione, inclusione e governance digitale
Il progetto prevede una forte componente di innovazione digitale e sociale, con l’integrazione dei dati territoriali in una piattaforma civica unica e una dashboard pubblica che consentirà a cittadini, istituzioni e investitori di monitorare l’avanzamento del piano. Accanto a questo, il Patto di Comunità rafforza la partecipazione locale attraverso laboratori territoriali, programmi di inclusione digitale per gli over 65 e la formazione dei Green Ambassador, chiamati a sostenere una leadership diffusa.
Le voci istituzionali del progetto
Secondo Marco Bussone, presidente di Uncem, “l’esperienza dell’Alta Sabina dimostra che le Green Community possono diventare uno strumento per costruire alleanze vere tra comuni, imprese, scuole e terzo settore”, sottolineando l’importanza di un patto tra aree urbane e montane fondato sul riconoscimento dei servizi ecosistemici.
La sociologa Elena Battaglini, progettista e direttrice scientifica della strategia, evidenzia che “il Contratto territoriale Energia, Clima e Società vuole dimostrare che il contrasto all’esodo demografico richiede il rinforzo di esperienze condivise, di nuove regole e, soprattutto, di fiducia”.
Infine, Stefano Micheli, sindaco di Rocca Sinibalda e comune capofila, chiarisce che “il Contratto territoriale Energia, Clima e Società è tra i primi del suo genere in Italia” e rappresenta uno strumento politico condiviso per rispondere in modo sistemico a emergenza climatica e spopolamento.
Un laboratorio replicabile per le aree interne
Con 12 milioni di euro di investimenti, una partnership pubblico-privata articolata e il sostegno dell’Unione europea – NextGenerationEU, IN. Alta Sabina si configura come un laboratorio di innovazione territoriale. Un modello che punta a essere replicabile in altre aree interne italiane ed europee, dimostrando che la lotta allo spopolamento può passare da strategie integrate, misurabili e condivise.


