
Le prime quattro puntate della quarta stagione di Bridgerton confermano il grande talento della serie nel rinnovarsi senza tradire la propria identità. Un inizio solido, brillante e ricco di emozioni che conquista fin da subito e che, per intensità e qualità narrativa, può tranquillamente essere accostato alla stagione dedicata ad Anthony Bridgerton, da molti considerata una delle più riuscite dell’intera saga.
Questa volta i riflettori sono puntati su Benedict Bridgerton, personaggio che finalmente esce dal ruolo di eterno secondogenito affascinante e un po’ disincantato per mostrarsi in tutta la sua complessità. La serie ci regala un Benedict più umano, più maturo e sorprendentemente premuroso, capace di ascoltare, di mettersi in discussione e di lasciarsi coinvolgere emotivamente come mai prima d’ora. È un’evoluzione credibile, ben costruita e profondamente appagante per lo spettatore, che scopre un uomo diverso, pronto a crescere e ad amare davvero.
Accanto a lui troviamo Sofi Beck, figura centrale di questa stagione, non solo per la sua evidente bellezza ma per ciò che rappresenta. Sofi è il simbolo della rinascita, della speranza e della possibilità di riscrivere il proprio destino. La sua storia richiama chiaramente quella di Cenerentola, ma viene reinterpretata in chiave Bridgerton, con maggiore spessore emotivo e una forte attenzione all’identità e all’autodeterminazione femminile. Il risultato è una favola moderna, romantica e coinvolgente, capace di emozionare senza risultare prevedibile.
Come sempre, Bridgerton non sarebbe lo stesso senza Violet Bridgerton, che anche in questa stagione si conferma un personaggio fondamentale. Ma la novità è che la vediamo finalmente tornare ad essere non solo madre e viscontessa, ma anche donna. Violet riscopre se stessa, i propri sentimenti e il desiderio di vivere pienamente, regalando al pubblico momenti delicati e sinceri che aggiungono profondità alla narrazione e rafforzano il cuore emotivo della serie.
Lady Whistledown e Penelope: un’occasione mancata?
Un discorso a parte merita Lady Whistledown, presenza iconica e voce narrante che ha sempre rappresentato l’anima più pungente e irriverente della serie. Dopo lo smascheramento avvenuto nella stagione precedente, ci si aspettava una sua presenza più incisiva, magari rinnovata o trasformata. Invece, in queste prime quattro puntate, Lady Whistledown appare più defilata, meno centrale, quasi in secondo piano rispetto al passato.
Una scelta che lascia un po’ di amaro in bocca, perché il personaggio avrebbe potuto essere rilanciato con una chiave narrativa diversa, capace di reinventarne il ruolo senza snaturarlo. Anche il rientro in società di Penelope risulta meno esaltante del previsto: dopo tutto ciò che ha vissuto, ci si aspettava un ritorno più potente, più audace, all’altezza della sua importanza nella serie. È forse l’unico vero punto debole di un inizio di stagione altrimenti molto riuscito.
Nonostante ciò, Bridgerton continua a fare ciò che gli riesce meglio: farci sognare. Tra balli, sguardi rubati, dialoghi brillanti e una messa in scena impeccabile, questa quarta stagione parte con il piede giusto e lascia il pubblico con una sola certezza: l’attesa per le ultime quattro puntate sarà lunga e carica di aspettative.
Io il finale lo conosco già — ho letto il libro — ma niente paura: non vi rovinerò la sorpresa.
Perché Bridgerton è questo: una promessa di romanticismo, emozioni e sogni a occhi aperti. E se non lo avete ancora visto, non ci sono dubbi: dovete assolutamente rimediare.
E ora la domanda che tutti ci poniamo resta aperta: a chi sarà dedicata la prossima stagione?


