Caso Erika, partite le indagini: autopsia e telefono ai RIS

Caso Erika, partite le indagini: autopsia e telefono ai RIS
Erika Guerra quando era a Mentana

Le indagini sulla morte di Erika, la giovane di 27 anni residente a Casali di Mentana deceduta lo scorso 20 agosto in Egitto, sono ufficialmente partite. Negli ultimi mesi sono stati compiuti una serie di accertamenti tecnici ritenuti fondamentali per chiarire le circostanze del decesso: dall’autopsia al sequestro del telefono cellulare, fino all’analisi dei dati da parte dei RIS di Roma.

Si tratta di passaggi investigativi concreti che segnano una nuova fase nella vicenda, dopo il rientro in Italia della salma e la presentazione della denuncia alla Procura della Repubblica di Roma. La famiglia, fin dall’inizio, ha chiesto con insistenza che venissero svolti tutti gli accertamenti necessari per comprendere cosa sia accaduto alla giovane durante il soggiorno in Egitto.

L’avvio degli accertamenti è arrivato anche a seguito dell’attenzione istituzionale sulla vicenda. Nei mesi scorsi, infatti, l’onorevole Alessandro Palombi, deputato di Fratelli d’Italia, ha presentato un’interrogazione parlamentare depositata il 19 gennaio 2026 alla Camera dei Deputati, con la richiesta di chiarire le circostanze della morte della giovane e verificare eventuali accertamenti in corso.

Il riconoscimento del corpo e l’autopsia

Per la famiglia, uno dei momenti più delicati è stato quello legato al riconoscimento del corpo. Da fonti non ufficiali, l’identificazione sarebbe avvenuta attraverso alcuni elementi distintivi presenti sul corpo della giovane, ma su questo aspetto si attendono eventuali conferme formali nell’ambito degli accertamenti in corso.

Successivamente è stata disposta l’autopsia, eseguita il 5 marzo 2026, nell’ambito degli accertamenti medico-legali disposti dall’autorità giudiziaria. L’esame autoptico rappresenta un passaggio centrale per ricostruire con precisione le cause del decesso e verificare eventuali responsabilità.

Il telefono sequestrato e analizzato dai RIS

Erika Guerra in Egitto

Un altro elemento investigativo considerato rilevante riguarda il telefono cellulare della giovane. Il dispositivo è stato posto sotto sequestro il 27 gennaio 2026, su disposizione dell’autorità giudiziaria.

Successivamente, l’11 febbraio 2026, è stato notificato il provvedimento di indagini, mentre il 12 marzo 2026 il telefono è stato consegnato ai RIS di Roma, che stanno procedendo all’analisi dei dati contenuti nel dispositivo.

L’obiettivo degli accertamenti tecnici è ricostruire con precisione le comunicazioni avvenute nei giorni precedenti il ricovero e verificare eventuali elementi utili alle indagini. Si tratta di verifiche che richiederanno tempo e che rappresentano uno dei passaggi più importanti per comprendere la sequenza degli eventi.

Il padre: «Vado ogni giorno al cimitero, finché non saprò la verità»

Accanto agli sviluppi investigativi, resta il dolore quotidiano della famiglia. Il padre di Erika, Ettore, continua a vivere il lutto con un gesto semplice e costante, che è diventato ormai una routine.

«Io vado tutti i giorni al cimitero», racconta. «Non salto un giorno. È il mio modo per stare vicino a mia figlia. Finché non saprò cosa è successo davvero, non riuscirò a trovare pace».

L’avvocato: «Ora lasciamo lavorare la Procura»

Sul piano giudiziario, la famiglia ha deciso di affidarsi alla magistratura e attendere l’esito degli accertamenti. Il legale che segue la vicenda, l’avvocato Daniele Sacra di Monterotondo, invita alla prudenza e alla fiducia nel lavoro degli inquirenti.

«Le indagini sono state avviate e ora è necessario lasciare alla Procura il tempo di svolgere tutti gli accertamenti necessari», spiega. «Gli esami tecnici disposti rappresentano un passaggio fondamentale per chiarire ogni aspetto della vicenda».

Con l’avvio degli accertamenti tecnici e l’analisi dei dispositivi elettronici, la vicenda entra ora in una fase investigativa vera e propria. Gli esiti dell’autopsia e delle verifiche sui dati digitali saranno determinanti per ricostruire con precisione quanto accaduto e accertare eventuali responsabilità.

Per la famiglia, però, il tempo della giustizia resta soprattutto un tempo di attesa. Un’attesa fatta di silenzio, di domande e di una richiesta che continua a ripetersi, giorno dopo giorno: conoscere la verità.

Tiziana Quattrocchi: «Fino a quando mia figlia Erika non avrà giustizia, le feste per me non hanno senso»
Articoli recenti

Rispondi

Per segnalazioni:

Per collaborazioni:

(Solo whatsapp)

IL TERRITORIO S.R.L.

Sede legale: Via Palombarese 632/634 – 00013 Fonte Nuova (RM)

Registrazione Tribunale di Tivoli n. 6786/2025 del 29/09/2025

Iscrizione al ROC n° 43915

REA Roma 1764703

DIRETTORE RESPONSABILE
Ramiro Baldacci (direttore@ilterritorio.net)

Soggetto designato al trattamento dati: il Direttore Responsabile della testata.

Ai fini della tutela del diritto alla privacy in relazione ai dati personali eventualmente contenuti negli articoli della testata e trattati nell’esercizio dell’attività giornalistica, si precisa che il titolare del trattamento è Il Territorio S.r.l.

© Copyright Il Territorio S.r.l. - Tutti i diritti sono riservati.

Scopri di più da IlTerritorio.net

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere