Il Castello di Monterotondo, oggi Palazzo Orsini Barberini è ancora l’edificio più importante di Monterotondo (RM). Dell’aspetto originario tuttavia non rimane nulla…
Durante la dominazione degli Orsini è ancora in vita il sistema feudale: questa famiglia domina il territorio ma è anche protagonista di sanguinose lotte e finisce addirittura per incendiare il feudo. Ne abbiamo parlato in questo articolo.
Grazie al prezioso contributo del medico e scrittore Salvatore Giuseppe Vicario, proviamo oggi ad immaginare com’era il bellissimo Castello Orsini di Monterotondo.
Il Castello è una struttura solitamente cinta di spesse mura di pietra o di mattoni, circondata da un ampio fossato di acqua stagnante o costruita su alture imprendibili.
Si accede attraverso un grande portone, al cortile.
All’interno, una struttura dinamica: vi lavorano servi, fabbri, carpentieri, calzolai, artisti, con le loro botteghe.
Al centro vi è poi il “Maschio“: una grossa torre, strategicamente utile.
Al primo piano un salone, decorato e grandioso, dove il Signore si riuniva intorno alla tavola con amici e dignitari. C’era un camino e talvolta si ballava.
Il secondo piano è adibito a camera da letto del Signore e della moglie…ed era fornito di gabinetto! Cosa non così scontata per quei tempi…:

Salvatore G.Vicario
“Questo locale, nel castello di Monterotondo, è stato del tutto modificato e non è più riconoscibile. Ma io ho avuto occasione di vederne qualcuno in antichi castelli medievali (…); assicuro che è uno spettacolo di concezione. Della eleganza e comodità che noi oggi pretendiamo nemmeno a parlarne! il gabinetto del castello medievale era formato da un pozzo profondo cilindrico che aveva la sua apertura superiore in una stanza attigua alla camera da letto e quanto elegante e curata era questa, tanto vuota e rustica era quella. Su questa apertura era poggiata una tavola con due o tre fori circolari, su cui si sedevano gli illustri Signori del Castello…a meditare sulla caducità delle cose umane. Il fondo del pozzo aveva un piano inclinato per poter effettuare una facile pulizia periodica e dava sul fossato; in questi casi la pulizia avveniva per via naturale.”

Al terzo piano abitano i figli, l’arredamento qui è decoroso. Per gli ospiti, i malati e i moribondi è riservato il primo piano interrato.
Il secondo piano interrato invece, più squallido e semibuio, è riservato alle prigioni.
OGGI
Oggi il castello, divenuto poi elegante palazzo, si presenta profondamente cambiato! Ad esempio la torre, che domina l’intera Valle del Tevere, non è l’originale. È stata infatti ricostruita a seguito del devastante terremoto del 1915 di Avezzano, in cui andò distrutta l’originale.
Resta intatta la decorazione della Galleria Barberini, ultima stanza dell’appartamento nobile (primo piano). Decorata con affreschi prestigiosi eseguiti da alcuni importanti pittori. Leggi il prossimo articolo per saperne di più!
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