Cronaca Bianca: raccontare l’altra faccia della medaglia
La cronaca, quasi sempre, sceglie di raccontare ciò che non funziona, ciò che ferisce, ciò che divide.
La Cronaca Bianca, invece, nasce da un’esigenza diversa: raccontare l’altra faccia della medaglia, quella che vediamo meno ma che esiste, resiste e spesso lavora in silenzio.
L’ho voluta per questo.
Per raccontare che noi esseri umani non siamo solo capaci di fare del male, ma anche di prenderci cura gli uni degli altri in modo profondo, autentico, quotidiano. È anche il mio modo di spiegare perché faccio quello che faccio e perché lo facciamo insieme, ogni giorno, nelle realtà che porto avanti.
“Mi sono rivolta ad AGAPE e ho trovato una famiglia”

Quando ho sentito dire “Mi sono rivolta ad AGAPE e ho trovato una famiglia”, ho capito che quella frase racchiudeva tutto.
Non è solo una testimonianza, non è solo un ringraziamento: è il senso del nostro lavoro.
Perché non è (solo) un lavoro. È esserci davvero, quando qualcuno si affida a te. È quel momento in cui un ragazzo inizia a fidarsi, ti guarda, ti cerca, e capisci che la relazione sta venendo prima di ogni ruolo, prima di ogni etichetta.
Pierpaolo, Vincenzo e la fiducia che cresce nel tempo
La storia di Pierpaolo passa da qui. All’inizio l’incontro con il nostro operatore Vincenzo non è stato immediato, perché Pierpaolo non accetta facilmente persone nuove. Serve tempo, serve pazienza, serve una presenza che non forzi, che non invada, che sappia aspettare.
Poi, piano piano, nasce qualcosa. Una sintonia che cresce giorno dopo giorno, fino a diventare parte della vita quotidiana. “Adesso Vincenzo è una parte integrante della nostra famiglia” dice sua madre, e in quella frase non c’è retorica, ma una verità semplice: quando la relazione è autentica, supera il confine tra operatore e persona seguita.
I problemi veri e le risposte concrete
Poi arrivano i problemi veri, quelli concreti, quelli che non puoi aggirare.
La difficoltà di Pierpaolo nel riconoscere il valore dei soldi, nella gestione della spesa, nell’autonomia quotidiana. Situazioni che toccano la dignità, non solo l’organizzazione.
La mamma si confronta con la dottoressa che segue Pierpaolo, le viene suggerito di parlarne con il terapista occupazionale, e si rivolge al nostro coordinamento ed al nostro operatore Vincenzo. La risposta arriva subito, in modo semplice e pratico: una carta prepagata su cui caricare la paghetta settimanale, uno strumento che permette a Pierpaolo di gestire le sue esigenze personali e di fare un passo in più verso l’autonomia.
“Con meno di un’ora ci ha risolto il problema” racconta. Ma quello che conta non è il tempo, è il modo: sapere che dall’altra parte c’è qualcuno che pensa con te, non al posto tuo.
La Cronaca Bianca dei piccoli passi avanti
Questa è la Cronaca Bianca che sento il bisogno di raccontare.
Quella dei piccoli progressi quotidiani, dei passi avanti fatti insieme, dei gesti che sembrano minimi ma che cambiano il modo in cui una persona si percepisce.
Ci sono cose che non puoi spiegare fino in fondo con le parole, ma le vedi negli sguardi, le riconosci nei silenzi che non mettono a disagio, le senti qui, nello stomaco, perché conosci come i nostri operatori si prendono cura delle persone che seguono.
Perché raccontare queste storie è una responsabilità
Ogni volta che vedo un nostro operatore entrare in relazione così, in modo così profondo e rispettoso, mi ritrovo a pensare che sì, stiamo andando nella direzione giusta. Perché il senso di tutto questo non è “fare assistenza”, ma costruire fiducia, giorno dopo giorno.
AGAPE nasce da una scelta precisa, che nel tempo è diventata una realtà concreta: quella di esserci davvero, con continuità, competenza e umanità, per le persone e per le famiglie del territorio. È una scelta che prende forma nel lavoro quotidiano degli operatori, nella loro presenza, nella capacità di accompagnare senza sostituirsi, di sostenere senza invadere.
Raccontare queste storie diventa per me allora una responsabilità. Perché dire che il bene esiste, che funziona, che cambia le vite, non è ingenuità. È Cronaca Bianca. Ed è anche il mio modo di dire che non è tutto marcio, che siamo fatti per essere straordinari, soprattutto quando scegliamo di esserci davvero gli uni per gli altri.



