La liturgia a Monterotondo per ricordare chi vive in strada
Domenica 22 febbraio 2026 alle ore 18.00, nella chiesa di Santa Maria delle Grazie a Monterotondo, la Comunità di Sant’Egidio promuove una liturgia in memoria di Modesta Valenti e delle persone senza dimora morte per la durezza della vita in strada. L’iniziativa si inserisce nella tradizione annuale con cui la Comunità ricorda, per nome, uomini e donne scomparsi in condizioni di marginalità e fragilità. Durante la celebrazione saranno letti i nomi delle persone scomparse nella città, affidate alla preghiera e alla memoria condivisa.
Il significato del ricordo di Modesta Valenti
La figura di Modesta Valenti è diventata nel tempo un simbolo per chi vive senza casa e per chi opera accanto agli ultimi. Anziana senza dimora, morì a Roma il 31 gennaio 1983 dopo essersi sentita male nei pressi della stazione Termini. Alcuni passanti chiamarono i soccorsi, ma l’ambulanza non intervenne perché la donna aveva i pidocchi. Per ore diversi ospedali si rimbalzarono la responsabilità del ricovero e, quando arrivò l’ultimo mezzo di soccorso, era ormai troppo tardi.
Nei mesi precedenti alcuni giovani della Comunità di Sant’Egidio l’avevano incontrata vicino alla basilica di Santa Maria Maggiore. Nata a Trieste nel 1912, aveva vissuto per anni in un appartamento e portava con sé il ricordo di un passato segnato anche da ricoveri psichiatrici e solitudine. A Roma viveva in strada e coltivava il desiderio di incontrare il Papa.
La sua morte segnò profondamente la Comunità, che si prese cura di lei anche dopo il decesso e ne celebrò il funerale nel dicembre dello stesso anno. Da allora, Modesta è ricordata come una “martire dell’indifferenza”, simbolo di tutte le persone che muoiono nell’abbandono e nella povertà.
Una memoria che diventa impegno
Ogni anno la Comunità di Sant’Egidio celebra liturgie in ricordo di Modesta e di quanti hanno perso la vita in strada, a Roma e in molte città italiane e del mondo. Durante questi momenti vengono letti i nomi delle persone scomparse, accompagnati dall’accensione di candele e da un tempo di preghiera condivisa. È un gesto che restituisce dignità a chi spesso resta senza voce e senza memoria pubblica.
L’iniziativa di Monterotondo si inserisce in questo percorso di memoria e di attenzione verso le persone più fragili, offrendo alla comunità cittadina un’occasione di raccoglimento e di riflessione sul tema della vita in strada e della solidarietà.


