
Silvia Celani racconta il valore della fragilità
Le storie narrate da Silvia Celani sono sempre una garanzia. Aspettavo questo libro con curiosità ed entusiasmo e le mie aspettative non sono state deluse.
Il romanzo è coinvolgente fin dalle prime pagine, proietta il lettore nel mondo giovanile e nelle dinamiche tra ragazzi e adulti. Protagonista è Nico (il cui vero nome è Nicoletta), una ragazza poco più che adolescente, dal carattere duro e impenetrabile con tutti, tranne che con la sua amica Giulia. Vive con Sandro, il padre, appassionato di calcio, allenatore di una squadra di ragazzi. Nico ha tutto ciò che una ragazza della sua età potrebbe avere ma nel suo cuore c’è una profonda tristezza a cui non riesce a dare un nome e un’identità.
Nico e Damiano: due storie che si incontrano
La sua vita apparentemente tranquilla – a parte le sfuriate con la madre che vive lontana – è sconvolta dall’arrivo di Damiano, un coetaneo segnato da un passato doloroso. Il padre di Nico, allenatore della sua squadra, intravede in Damiano delle ottime qualità, decide di strapparlo dal degrado in cui è costretto a vivere e lo accoglie in casa sua prendendosi cura di lui. Nico inizialmente respinge Damiano con fermezza ma Damiano è un ragazzo empatico e paziente; cercherà di trovare la chiave per scardinare la durezza di Nico e capire cosa si cela dietro al dolore di Nico e dei suoi genitori.
Nico e Damiano hanno una vita molto differente ma in realtà condividono un’esistenza difficile: “la verità è che siamo tutti fatti dei giorni che abbiamo vissuto fino al giorno che viviamo oggi”. Damiano riconosce il dolore di Nico, la sua profonda solitudine e cerca di lenire le sue ferite. Nella storia fa il suo ingresso la professoressa Vittoria Castellano che si riconosce nelle sofferenze di Nico e cerca di aiutarla. A Nico viene continuamente detto di essere forte ma “che cosa vuol dire forte? Perché bisogna essere sempre forti? Mostrarsi forti? Perché non basta essere? Essere, in qualsiasi modo si è?”.
Un romanzo sulla cura reciproca e sulla crescita
Tra gli altri personaggi spiccano un’assistente sociale, la madre di Damiano e l’amica Giulia, tutti impegnati, ciascuno a proprio modo, a prendersi cura degli altri; all’interno del romanzo si intrecciano le dinamiche relazionali che coinvolgono il mondo giovanile, il rapporto genitoriale e il ruolo della scuola come agenzia educativa.
È un romanzo che pone l’attenzione sulla cura reciproca, sulla necessità di non chiudersi e vedere nell’altro il proprio stesso dolore. Ma anche un libro in cui si mettono a nudo le fragilità di tutti perché in fondo viviamo tutti in un precario equilibrio: “il segreto è sapere che prima o poi si deve perdere l’equilibrio, per arrivare ad acquisirne uno nuovo, e crescere. Siamo tutti cose che cadono, e che continuano a cadere”.
Silvia Celani regala ai lettori una storia che invita a interrogarsi sulle fragilità, sulla cura e sul peso delle esperienze che ci formano. È una lettura che consiglio a un pubblico adulto, ma che saprà parlare anche ai ragazzi, i quali riconosceranno in Nico e Damiano esperienze e fragilità vicine al loro vissuto.


