Giovani, incertezza e speranza nel mondo contemporaneo
Oggi, per un giovane, avere speranza non significa ignorare la complessità del presente, ma compiere un atto di resistenza consapevole, sviluppando una resilienza efficace capace di trasformare il trauma e la difficoltà in un’opportunità evolutiva. In un contesto segnato da crisi climatiche, precarietà lavorativa e incertezza geopolitica, la speranza diventa così la possibilità di passare dalla sopravvivenza alla trasformazione, imprimendo nella propria vita un orientamento costruttivo verso il futuro.
Di questi temi, e delle sfide che attraversano le nuove generazioni, parla Adelia Lucattini, psichiatra e psicoanalista, ordinario della Società Psicoanalitica Italiana, in un’intervista che affronta il rapporto tra giovani, motivazione e prospettive future.
Le sfide che i giovani affrontano oggi
Secondo Lucattini, “le sfide che i giovani si trovano ad affrontare oggi sono molte e profondamente interconnesse, tanto da creare un quadro complessivo di grande complessità e vulnerabilità”. Da un lato, i giovani devono confrontarsi con cambiamenti globali che generano insicurezza strutturale, come la crisi climatica, l’instabilità politica e i continui mutamenti economici; dall’altro, vivono in un contesto sociale e culturale che richiede rapidità di adattamento e competenze sempre nuove.
La crisi climatica, spiega, “non rappresenta solo un problema ecologico, ma incide anche sulle dimensioni emotive e identitarie”, alimentando eco-ansia, paura per il futuro e una diffusa percezione di impotenza. A questo si aggiunge l’instabilità economica, che rende difficile immaginare un progetto di vita stabile, mentre il rapido sviluppo tecnologico, pur offrendo opportunità straordinarie, espone i giovani a una competizione percepita come costante e spesso estenuante.
L’incertezza e il suo impatto sulla motivazione
L’incertezza, sottolinea Lucattini, incide profondamente sulla motivazione e sull’impegno verso i propri obiettivi, perché genera un conflitto tra il desiderio di costruire il futuro e la difficoltà di immaginarlo con chiarezza. “Quando il futuro appare nebuloso, investire energie in obiettivi di lungo respiro può sembrare inutile o frustrante”, osserva, evidenziando come la sensazione di mancanza di controllo possa tradursi in ansia e blocco decisionale.
Allo stesso tempo, distingue l’incertezza dallo sconosciuto, che per molti giovani può rappresentare invece una sfida stimolante. “Sono stimolati dal mistero”, afferma, descrivendo i giovani come “investigatori” alla scoperta del mondo, del proprio mondo interno e della realtà esterna all’ambiente familiare.
La formazione come leva per il futuro
La formazione, secondo la psichiatra, rappresenta una delle leve più potenti per costruire progetti di vita solidi ma flessibili. “Non si tratta soltanto di acquisire conoscenze tecniche, ma di sviluppare competenze cognitive, emotive e relazionali”, capaci di aiutare i giovani a orientarsi in un mondo in continua trasformazione.
La formazione contribuisce a strutturare il pensiero critico, la capacità di analisi e di decisione autonoma, elementi fondamentali per ampliare le proprie vedute e costruire obiettivi realistici e ambiziosi. In questo senso, Lucattini richiama anche evidenze scientifiche che mostrano come un elevato livello di istruzione sia associato a maggiore resilienza, capacità di adattamento e benessere psicologico.
Coltivare la speranza e la resilienza
Coltivare la speranza in un futuro instabile, spiega Lucattini, non è un processo spontaneo ma una capacità che si sviluppa nel tempo grazie alla qualità delle relazioni, alle esperienze significative e al sostegno emotivo. “La speranza diventa una competenza psicologica fondamentale”, soprattutto per i giovani che vivono in un’epoca di pressione sociale e cambiamenti rapidi.
La resilienza, aggiunge, si rafforza quando i giovani possono contare su relazioni affettive solide e su un ambiente che trasmette fiducia e prevedibilità. Inoltre, “la capacità di mantenere speranza e prospettiva è fortemente associata al supporto sociale, all’autoefficacia e alla percezione di significato nella propria vita”. In questo quadro, diventa centrale aiutare i giovani a distinguere tra ciò che possono controllare e ciò che non dipende da loro, promuovendo un realismo costruttivo, lontano sia dal pessimismo paralizzante sia da aspettative irrealistiche.
Esperienze positive e ruolo degli adulti
Le esperienze positive, osserva Lucattini, sono quelle che integrano crescita personale, relazioni sociali e senso di scopo. Attività che permettono ai giovani di sviluppare competenze, sentirsi efficaci e vedere riconosciuto il proprio valore hanno un impatto diretto su motivazione e autostima. Esperienze come volontariato, sport, laboratori artistici, progetti culturali e iniziative di cittadinanza attiva offrono contesti protetti in cui sperimentare responsabilità, creatività e appartenenza.
In questo percorso, il supporto degli adulti riveste un ruolo decisivo. “La presenza di adulti significativi, capaci di ascoltare e guidare senza giudicare, rappresenta uno dei predittori principali del benessere psicologico e della resilienza”, afferma Lucattini, includendo in queste figure amici, insegnanti, mentori e allenatori. Anche un supporto professionale, come un percorso psicologico o psicoanalitico, può diventare trasformativo nei momenti di blocco o difficoltà emotiva, aiutando a dare significato alle paure e a trasformare l’incertezza in crescita.
I consigli ai giovani per guardare avanti
Nel rivolgersi direttamente ai giovani, Lucattini invita ad accogliere gli errori come parte naturale del percorso, a coltivare la curiosità e a continuare a formarsi per restare flessibili di fronte ai cambiamenti. Sottolinea l’importanza di circondarsi di relazioni autentiche, capaci di offrire ascolto e sostegno, e di seguire le proprie passioni, anche quando la strada appare complessa, perché “ciò che entusiasma dà energia, stimola la motivazione e diventa la base di progetti duraturi”.
Procedere un passo alla volta, senza pretendere la perfezione, riconoscere il proprio valore senza confrontarsi continuamente con gli altri e non avere paura di chiedere aiuto sono, infine, indicazioni che rimandano a una visione del futuro costruita con consapevolezza, gradualità e fiducia. In questo equilibrio tra realismo e speranza, conclude Lucattini, i giovani possono trovare le risorse per trasformare l’incertezza in un percorso di crescita autentica.


