Un percorso costruito su lavoro e metodo

Un primo anno di racing che ha attirato l’attenzione degli addetti ai lavori per continuità di crescita, solidità tecnica e capacità di adattamento. Valerio De Gaetano ha chiuso la sua prima stagione completa nel karting da competizione mostrando una progressione evidente, riuscendo a collocarsi stabilmente a ridosso dei migliori interpreti della categoria OKN Senior, una delle più selettive del panorama nazionale e internazionale.
Partendo praticamente da zero, con un solo anno di rental karting alle spalle e senza aver fatto esperienza nelle categorie mini e junior, De Gaetano, vestendo i colori dell’Italcorse Racing Team, ha affrontato il suo percorso con impegno costante, disciplina e applicazione, elementi che gli hanno consentito di ridurre rapidamente il divario con piloti molto più strutturati sotto il profilo dell’esperienza in gara. Una crescita che non è frutto di accelerazioni forzate, ma di un lavoro metodico, sviluppato passo dopo passo durante l’intera stagione.
Il ruolo del coach e della Too Fast Academy
Alla base di questo percorso c’è il lavoro svolto insieme ad Alberto Di Folco, pilota e coach di riferimento nel panorama GT, e della Too Fast Academy, che hanno seguito Valerio in ogni fase della preparazione, dentro e fuori dalla pista, credendo nel suo potenziale fin dalle prime sessioni di lavoro.
Il rapporto tra atleta e coach si è costruito su fiducia reciproca, ascolto e applicazione rigorosa del metodo, elementi che hanno permesso a De Gaetano di assimilare rapidamente concetti tecnici complessi e di tradurli in prestazioni sempre più solide nel corso dei weekend di gara.
Il risultato di Napoli e la vetrina internazionale
La stagione si è chiusa con un risultato di grande valore: il 13° posto in finale al Trofeo Internazionale Ayrton Senna, disputato sul circuito di Napoli. Una gara dal livello tecnico molto elevato, che rappresenta ogni anno un banco di prova significativo per i piloti e una vetrina importante nei confronti di team e addetti ai lavori.
Una prestazione che ha coronato il lavoro svolto nei mesi precedenti e che ha confermato la capacità di Valerio De Gaetano di reggere il confronto in un contesto competitivo internazionale, dimostrando maturità in gara e gestione delle fasi più complesse.
L’analisi del coach: l’intervista ad Alberto Di Folco

A commentare il percorso di Valerio De Gaetano è il suo coach Alberto Di Folco, campione GT e fondatore della Too Fast Academy, che ne ha seguito direttamente l’evoluzione tecnica e mentale nel corso della stagione.
Quando hai iniziato a lavorare con Valerio, quali qualità hai individuato fin da subito e cosa ti ha convinto che ci fosse un potenziale concreto da sviluppare?
L’incontro con Valerio De Gaetano coincide con la nascita della mia agenzia, la Too Fast Management. È proprio per ragazzi come lui che ho deciso di creare questo progetto. Vengo da una famiglia umile e so quanto sia più difficile, per chi parte da lì, emergere in un ambiente competitivo come quello delle corse. Serve qualcuno che accompagni questi ragazzi, che li protegga e li faccia crescere senza esporli troppo presto a certe dinamiche.
All’inizio con Valerio non si parlava nemmeno di pista: gli ho dato consigli di vita, abbiamo iniziato a confrontarci, ed è da lì che è nato tutto. Ho visto subito una passione autentica, una grande voglia di imparare. È stato il primo pilota che ho seguito e, in un certo senso, la Too Fast è cresciuta insieme a lui. Mi ha colpito il modo in cui usava termini tecnici molto precisi, pur non provenendo da un contesto strutturato, e il lavoro che già faceva al simulatore. Lì ho capito che c’era qualcosa di serio su cui lavorare.
Nel corso della stagione, quali aspetti della guida di Valerio hanno mostrato l’evoluzione più significativa dal punto di vista tecnico e della lettura della gara?
Valerio è partito dal kart rental, una categoria più lenta e con un livello medio più basso. Già lì, però, ha chiuso l’anno vincendo la sua prima gara. Ha una velocità istintiva naturale, ma inizialmente andava controllata. Su questo aspetto è cresciuto molto.
Con il passaggio al racing il livello si è alzato di almeno dieci volte. Oggi parliamo di distacchi nell’ordine di due o tre decimi. Sul veloce è già al livello dei piloti più esperti, mentre nel lento c’è ancora margine. La vera area di miglioramento, in questa fase, resta la gestione mentale, soprattutto quando la gara si fa più complessa.
Valerio è riuscito a essere competitivo in una categoria molto selettiva come la OKN Senior. Quali elementi hanno fatto davvero la differenza nel suo percorso di crescita?
Essere guidati fa tutta la differenza del mondo. Il coach, il team giusto, la scelta della categoria corretta: sono elementi decisivi. Quello che Valerio ha fatto in un anno e mezzo, senza una guida strutturata, avrebbe richiesto almeno sei anni. Abbiamo dimezzato tempi e costi, evitando errori e dispersioni. In uno sport così tecnico e costoso, questo è fondamentale.
Quanto contano, nel lavoro quotidiano in pista, fattori come disciplina, capacità di ascolto e applicazione delle indicazioni rispetto al solo talento naturale?
Contano tutto. Il talento, da solo, serve a poco. La cosa più importante è la disciplina. Puoi essere più veloce di tutti, ma senza umiltà non vai lontano. Bisogna saper perdere, accettare gli errori. Alla fine, chi ascolta, si applica e lavora con costanza può battere anche chi ha più talento naturale.
Dal tuo punto di vista di pilota e coach con esperienza internazionale, che tipo di pilota è oggi Valerio e che tipo di pilota può diventare proseguendo su questa strada?
Oggi Valerio è un pilota molto veloce, con un istinto naturale evidente. Dove deve crescere di più è nella testa. Velocità e talento non bastano. Serve allenarsi come un professionista a 360 gradi: alimentazione, riposo, mentalità. Se riesce a fare questo salto, può ambire ad arrivare ad alti livelli, anche nel mondo delle vetture GT.
Che valore attribuisci al 13° posto ottenuto al Trofeo Internazionale Ayrton Senna di Napoli e cosa racconta questo risultato sul livello raggiunto?
Quel risultato racconta una cosa molto importante: per la prima volta Valerio ha corso senza pressioni, senza pensieri. Si è divertito. E proprio per questo è riuscito a mettere in pratica tutto quello che aveva imparato. In altre gare è stato anche più veloce, ma quella prestazione segna un passaggio mentale fondamentale.
Guardando al futuro, quale dovrebbe essere secondo te l’approccio giusto per continuare a crescere mantenendo equilibrio e continuità nelle prestazioni?
Bisogna iniziare a lavorare molto di più fuori dalla pista, soprattutto a livello mentale. Anche se ha solo 16 anni, in questo sport sei già considerato un uomo. A volte fa ancora fatica ad accettare le critiche, ed è su questo che bisogna lavorare.
Un ruolo fondamentale lo hanno anche i genitori, Gianluca e Roberta, che lo seguono sempre. Voglio fare un ringraziamento particolare a Gianluca: spesso i problemi dei figli nascono proprio dai genitori, soprattutto quando affidano un ragazzo a un management ma poi interferiscono. Qui non succede. C’è fiducia totale, non va a parlare con il team, non critica, si fida. Per chi fa il mio lavoro, questo è davvero fondamentale.
Infine, un ringraziamento va anche agli sponsor, che credono nel progetto e permettono a Valerio di crescere con continuità.
Uno sguardo al futuro
Il primo anno di racing di Valerio De Gaetano si chiude quindi con indicatori chiari di solidità e prospettiva, frutto di un percorso costruito con serietà, metodo e competenza tecnica. Un cammino che ha posto basi credibili per le stagioni future e che lascia intravedere margini di crescita ancora importanti, in un contesto in cui la continuità del lavoro resterà il fattore determinante.

Informazione pubblicitaria


