Nel nuovo appuntamento del podcast Istituzioni e Territorio, IlTerritorio.net incontra Marco Benedetti, sindaco di Mentana, per un confronto sul significato dell’amministrare oggi una città complessa, storica e in continua evoluzione. Al centro della puntata ci sono il tema del coraggio nelle istituzioni, il rapporto con i cittadini, le trasformazioni del territorio e le sfide che attendono Mentana nei prossimi anni.
Dieci anni di amministrazione tra fatica e soddisfazione
Nel corso dell’intervista, Marco Benedetti ripercorre il suo lungo cammino amministrativo, chiarendo anche un elemento temporale importante: la scadenza del secondo mandato non sarà nel 2026 ma nella primavera del 2027, a causa dello slittamento elettorale legato al Covid e della successiva proroga ministeriale. Un percorso che, di fatto, porterà l’esperienza amministrativa a undici anni.
Nel tracciarne il bilancio umano e politico, il sindaco non nasconde la fatica quotidiana del ruolo, ma sottolinea con chiarezza quale sentimento prevalga: “Sicuramente è un percorso faticoso perché è un percorso quotidiano, tutti i giorni fatto di orari non previsti e quindi è sicuramente faticoso, però anche pieno di soddisfazioni, pieno di lavoro, pieno di obiettivi raggiunti, di confronto con le persone, quindi la soddisfazione sicuramente prevale rispetto a qualsiasi fatica.”
Il coraggio di scegliere e una crescita personale profonda
Uno dei nodi centrali della rubrica è il coraggio, e Benedetti lo affronta tornando alle origini della sua esperienza politica. La sua prima candidatura a sindaco risale al 2011, mentre nel 2016 arriva il passaggio decisivo che lo porterà alla guida della città. In quel percorso, spiega, più che il coraggio in senso astratto hanno contato la consapevolezza politica e la costruzione di una coalizione credibile.
Rispetto alla trasformazione personale di questi anni, il sindaco riconosce di essere profondamente cambiato. “Sicuramente non è il Marco di dieci anni fa”, osserva, spiegando come le prove attraversate, dal Covid alle crisi amministrative più complesse, lo abbiano reso più solido e resiliente.
Governare significa decidere
Nel dialogo emerge con forza una visione precisa del ruolo istituzionale: amministrare significa assumersi il peso delle decisioni. Benedetti lo sintetizza in modo molto netto: “Il governo è fatto di scelte.” Prima viene il confronto, con gli altri amministratori e con la città. Poi arriva il momento di decidere, tenendo insieme visione politica, bisogni concreti e sostenibilità amministrativa.
Per il sindaco di Mentana non esistono decisioni facili o difficili in assoluto, né scelte popolari e impopolari per principio. Conta piuttosto la capacità di spiegare i processi, accompagnare le novità e far comprendere ai cittadini il senso delle azioni messe in campo.
Il rapporto con i cittadini e il valore del territorio
Una parte importante dell’intervista riguarda il rapporto diretto con la comunità. Benedetti rivendica il fatto di essere mentanese da sempre e di conoscere profondamente la città, le sue famiglie, le sue trasformazioni e i suoi luoghi. Questa familiarità diventa, nel suo racconto, uno strumento amministrativo oltre che umano.
Il contatto quotidiano con i cittadini, spiega, è essenziale non solo per provare a risolvere i problemi, ma anche per costruire una visione realistica del territorio. In questo senso, l’esperienza locale viene indicata anche come un patrimonio che dovrebbe contare di più nei livelli istituzionali superiori, regionali e nazionali, perché molte norme finiscono per incidere direttamente sui Comuni.
Tra ideale e possibile: il peso delle risorse e delle regole
Nel podcast emerge con chiarezza anche il divario tra ciò che un’amministrazione vorrebbe fare e ciò che realmente può fare. Benedetti insiste sul fatto che gran parte dei finanziamenti pubblici arrivano già vincolati a specifici interventi, e quindi non sempre possono essere utilizzati secondo le priorità che il Comune avrebbe scelto autonomamente.
Da qui nasce una considerazione molto concreta sull’amministrare: serve una visione, ma serve anche la capacità di intercettare opportunità e farle dialogare con gli obiettivi della città. Mentana, spiega il sindaco, ha cercato in questi anni di muoversi proprio in questa direzione, con una bussola chiara: una città moderna, una città delle opportunità, una città dei cittadini.
Imprese, commercio e sviluppo locale
Ampio spazio anche al tema del tessuto imprenditoriale di Mentana. Benedetti riconosce la presenza di una realtà economica viva, fatta di imprese e commercianti che hanno saputo resistere e investire nonostante limiti storici e geografici che non hanno favorito lo sviluppo come in altri territori.
Il sindaco ricorda il peso avuto, per esempio, dalla separazione con l’attuale Comune di Fonte Nuova e il fatto che Mentana sia rimasta fuori dai grandi assi della viabilità. Eppure, osserva, la città ha saputo contare sulla determinazione della propria classe imprenditoriale. Il ruolo del Comune, in questo quadro, è duplice: migliorare i servizi amministrativi per chi investe e rendere la città più funzionale allo sviluppo commerciale.
Le priorità per il futuro di Mentana
Guardando ai prossimi anni, Benedetti individua una parola chiave: pianificazione. Dopo una lunga fase segnata dall’urgenza e dalla necessità di colmare ritardi, secondo il sindaco è arrivato il momento di rendere più strutturato e scientifico l’intervento sulle reti e sulle infrastrutture della città.
Tra i temi indicati come prioritari ci sono le strade, la pubblica illuminazione, la rete idrica, la rete fognaria e anche la gestione dei sottoservizi, compreso il tema della fibra. Su questo punto Benedetti lancia anche una riflessione più ampia, chiedendo un’azione di sistema a livello nazionale per imporre ripristini stradali adeguati da parte dei gestori che intervengono sul sottosuolo.
I giovani, la politica e la sfida della partecipazione
Nel finale dell’intervista il discorso si allarga ai giovani e al loro rapporto con la politica. Benedetti sostiene che i ragazzi dovrebbero occuparsi della cosa pubblica perché è lì che si prendono le decisioni che incidono sulla vita quotidiana. Allo stesso tempo, però, riconosce la crescente disaffezione verso il voto e verso l’impegno istituzionale.
La sua analisi è netta: molti giovani non vedono più nella politica uno strumento realmente efficace per cambiare le cose, anche perché spesso gli amministratori si trovano privi di strumenti concreti per incidere. Da qui, secondo il sindaco, nasce una parte dell’astensionismo.
Il messaggio finale alla città
L’ultima parte del podcast è dedicata a un messaggio diretto ai cittadini di Mentana. Benedetti insiste sul valore della convivenza civile, del rispetto reciproco e della cura condivisa degli spazi comuni. Dai rifiuti abbandonati al parcheggio sulle strisce, fino alla gestione quotidiana degli animali o dell’acqua gettata in strada, il sindaco richiama tutti a una responsabilità diffusa.
Il senso del suo messaggio è chiaro: la città non finisce sulla soglia di casa, ma continua nello spazio pubblico e nella vita comune. Ed è proprio da lì che passa la qualità della vita di una comunità.
Nel podcast, Marco Benedetti restituisce così il profilo di una Mentana che vuole continuare a crescere, tenendo insieme istituzioni, cittadini, imprese e territorio, dentro una visione fatta di concretezza, presenza e responsabilità.


