Quante volte corriamo a testa bassa senza accorgerci di quello che ci succede intorno? Soprattutto in questo periodo, fatto di compere e di corse verso le festività, quante volte ci concentriamo sulla velocità del nostro passo e non vediamo le luci che ci circondano? Ci siamo talmente abituati alle luci di Natale da non apprezzarne davvero il senso e il significato più profondo.
Se in più trasportiamo questa riflessione nella stazione di Monterotondo, che collega tutta la zona circostante con la Capitale, vediamo che il passo dei viaggiatori è ancora più veloce, per correre dietro alla partenza del treno, alla chiamata dell’ultimo minuto.

È proprio in quella stazione che la Locanda delle Nocciole ha voluto dare un segnale, una testimonianza.
L’8 dicembre, giornata simbolo per tanti credenti, sono state accese le luci dell’albero di Natale addobbato dalla Locanda che proprio in quello stabile trova la sua dimora e la sua voglia di ricrearsi come famiglia.
E in ogni famiglia, in questo periodo dell’anno, non può mancare un albero di Natale.
Presente alla cerimonia di accensione don Tonino Falcioni, il parroco del Duomo di Monterotondo, e la Piccola Corale del Duomo che ha allietato i presenti con i canti natalizi.
“Voglio esprimere l’affetto e la vicinanza non solo mia ma anche di tutta la Comunità e credo di tutta la città di Monterotondo – ha detto don Tonino prima di impartire la benedizione – a tutti gli ospiti della Locanda delle Nocciole, alla presidente Laura e a tutti i volontari per il lavoro instancabile che fate. Sappiate che in questo Natale non sarete soli. L’accensione dell’albero è un segno di speranza in un giorno così speciale per i cristiani perché è la festa della Madonna, a cui affidiamo tutte le nostre attese, le nostre gioie e le nostre difficoltà”.
Nella luce di quell’albero c’è tanto significato per ognuno di noi. C’è la voglia di far festa nonostante tutto, c’è la voglia di sperare oltre ogni difficoltà, c’è la voglia di accogliere chi vive un momento drammatico, c’è la richiesta di aiuto per trovare i fondi che interpella i cuori di ciascuno di noi.

Forse adesso, quando andremo a prendere il treno, alzeremo lo sguardo e vedremo quella luce accesa nel buio della notte. Accesa per dare speranza, anche nelle situazioni più difficili. Accesa dal cuore di quei bambini che lottano contro un male più grande di loro e che pure non smettono mai di sorridere, perché sperano nel futuro con tutto loro stessi. Accesa per testimoniare la voglia di vivere, di gioire, di far festa, anche quando il mondo si gira dall’altra parte.
“Ho voluto fortemente questo simbolo in un luogo così frequentato – ha dichiarato Laura Ribaldi, presidente della Locanda – per lanciare un segnale di speranza per tutti. Sappiamo che lasciare questo albero acceso in un luogo esterno può rappresentare un rischio, ma noi continueremo a lottare e a sperare sempre, per dare gioia e accoglienza ai nostri bambini e farli sentire a casa”.
E così anche un semplice albero di Natale può insegnarci, in questo periodo, a lamentarci di meno e a sperare di più, perché la notte non avrà l’ultima parola, mai.


