Nuovo stadio della Roma a Pietralata, Sessa: oltre 60mila posti e un quartiere da rigenerare
Il commissario straordinario per gli stadi di Euro 2032, intervenuto a Roma all’evento dell’Osservatorio Riparte l’Italia, racconta il percorso amministrativo del nuovo impianto giallorosso. Al centro un progetto destinato a trasformare Pietralata, ma restano da affrontare alcune questioni legate alla mobilità e alla viabilità.
Un nuovo stadio da oltre 60mila posti, un quartiere da riqualificare e un progetto destinato a cambiare una parte importante di Roma. Il futuro impianto dell’AS Roma a Pietralata torna al centro del dibattito sulle grandi infrastrutture della Capitale, con importanti indicazioni sul percorso amministrativo e sulle prospettive di realizzazione.
A parlarne è stato Massimo Sessa, presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e commissario straordinario per gli stadi degli Europei di calcio 2032, intervenuto il 15 ottobre 2026 presso la Fondazione Civita, durante l’evento “Insieme per il futuro di Roma e del Lazio – Un anno dopo”, organizzato dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia in partnership con Aeroporti di Roma.
Nel corso del confronto, Sessa ha illustrato il lavoro svolto dalle istituzioni per accelerare l’iter del nuovo stadio giallorosso, soffermandosi anche sulle opportunità di rigenerazione urbana e sulle questioni ancora da definire.
Nuovo stadio della Roma, Sessa racconta il percorso del progetto
Il nuovo stadio della Roma a Pietralata rappresenta uno dei principali interventi infrastrutturali previsti nella Capitale.
Secondo quanto illustrato da Massimo Sessa, il progetto riguarda un impianto con una capienza superiore ai 60.000 spettatori, destinato a inserirsi nel percorso di modernizzazione degli stadi italiani.
Il commissario ha ricostruito il lavoro amministrativo svolto negli ultimi mesi, evidenziando la collaborazione tra il Comune di Roma, la Regione Lazio e la società giallorossa.
Particolare attenzione è stata riservata agli strumenti utilizzati per coordinare i diversi procedimenti autorizzativi, con l’obiettivo di ridurre i tempi necessari all’avanzamento del progetto.
Sessa ha spiegato che il lavoro ha riguardato anche il raccordo tra la Conferenza dei servizi comunale e il procedimento autorizzatorio unico regionale, nel quale rientrano le valutazioni ambientali, archeologiche e di tutela del patrimonio.
Nel suo intervento del 15 ottobre ha riferito di importanti passaggi amministrativi raggiunti e ha prospettato l’avanzamento delle successive procedure.
Le sue dichiarazioni fotografano dunque lo stato del progetto illustrato in quella data e non devono essere confuse con una certificazione dell’avvenuto completamento di ogni autorizzazione necessaria alla costruzione.
Pietralata, un nuovo stadio per trasformare il quartiere
L’aspetto più interessante del progetto non riguarda esclusivamente la realizzazione dell’impianto sportivo.
Secondo Sessa, infatti, il nuovo stadio potrebbe diventare un’occasione di rigenerazione urbana per Pietralata, accompagnando la trasformazione di un quadrante della Capitale che presenta ancora importanti necessità infrastrutturali.
Non si tratta soltanto di costruire un luogo destinato alle partite di calcio, ma di immaginare uno spazio capace di attrarre persone, attività e servizi durante tutto l’anno.
È questo il modello indicato anche dalla UEFA per gli stadi del futuro.
«L’approccio UEFA è uno stadio che diventi la piazza del futuro delle grandi città e delle grandi metropoli», ha spiegato Sessa.
Una concezione diversa rispetto agli impianti tradizionali, utilizzati prevalentemente in occasione degli eventi sportivi o musicali.
I nuovi stadi dovrebbero diventare punti di riferimento per i quartieri, con spazi accessibili alle famiglie, attività commerciali, servizi e occasioni di aggregazione.
Per Pietralata, dunque, il progetto potrebbe rappresentare un’opportunità che va oltre il calcio, con possibili ricadute sulla vivibilità e sull’organizzazione urbana dell’area.
Il nodo della viabilità: come raggiungere il nuovo stadio?
Uno degli aspetti più delicati riguarda i collegamenti con il nuovo stadio della Roma.
Un impianto capace di accogliere oltre 60mila spettatori richiede infatti un sistema di mobilità adeguato, soprattutto nelle giornate in cui si svolgono partite o altri grandi eventi.
Durante il suo intervento, Sessa ha riconosciuto che alcuni aspetti della viabilità di Pietralata devono ancora essere approfonditi.
Il tema non riguarda soltanto l’accesso allo stadio, ma il rapporto tra la nuova infrastruttura e la rete stradale e di trasporto pubblico esistente.
La sfida sarà evitare che un investimento destinato a riqualificare il quartiere produca nuove criticità per gli spostamenti quotidiani dei residenti.
Per questo motivo, lo sviluppo dell’impianto dovrà necessariamente confrontarsi con le esigenze del territorio, con l’accessibilità e con la sostenibilità dei flussi di traffico.
La mobilità rappresenta quindi una delle questioni decisive per valutare l’effettiva integrazione del nuovo stadio nel tessuto urbano della Capitale.
Euro 2032, Roma nella sfida dei nuovi stadi italiani
Il progetto di Pietralata si inserisce anche nel più ampio percorso di preparazione agli Europei di calcio 2032, che saranno ospitati congiuntamente da Italia e Turchia.
Massimo Sessa, nominato commissario straordinario per gli stadi nella primavera del 2026, ha illustrato le difficoltà che il nostro Paese deve affrontare per adeguare gli impianti agli standard internazionali.
Molti degli stadi italiani, ha ricordato, sono stati interessati dagli ultimi interventi strutturali significativi in occasione dei Mondiali del 1990.
Da allora, le esigenze degli spettatori e i requisiti richiesti per ospitare le grandi competizioni internazionali sono profondamente cambiati.
Oggi gli impianti devono garantire accessibilità, sicurezza, servizi, collegamenti efficienti e una migliore integrazione con le città.
Sessa ha ricordato che il percorso di selezione nazionale coinvolge 14 stadi individuati nell’ambito della programmazione per Euro 2032.
Da questi dovranno emergere i cinque impianti italiani destinati a ospitare le partite della competizione.
Il nuovo stadio della Roma rappresenta uno dei progetti coinvolti in questa trasformazione, ma la scelta definitiva delle sedi spetterà agli organismi competenti secondo i requisiti previsti.
Dallo stadio della Roma a San Siro, la corsa alle infrastrutture moderne
Durante l’evento si è parlato anche del futuro di San Siro a Milano, altro progetto rilevante per la modernizzazione degli impianti sportivi italiani.
Sessa ha spiegato che l’operazione milanese presenta caratteristiche diverse rispetto a quella romana, essendo legata a un investimento privato che coinvolge Inter e Milan.
Anche in questo caso, accanto alla realizzazione dell’impianto, sarà necessario intervenire sulle infrastrutture circostanti e sulla gestione della mobilità.
Il commissario ha sottolineato le difficoltà che spesso caratterizzano la costruzione di nuove opere nei grandi centri urbani italiani, dove gli spazi disponibili sono limitati e le procedure amministrative possono richiedere tempi particolarmente lunghi.
Per questo motivo, ha richiamato l’importanza di una programmazione capace di anticipare le esigenze e rendere disponibili progetti già sviluppati quando si presentano opportunità di investimento.
Nuovo stadio della Roma, la sfida è coniugare sport e qualità della vita
Le dichiarazioni di Massimo Sessa riportano l’attenzione su una questione fondamentale: il nuovo stadio della Roma non può essere considerato soltanto un’infrastruttura sportiva.
Il progetto coinvolge il futuro di Pietralata, il sistema della mobilità capitolina, la riqualificazione degli spazi urbani e la possibilità di realizzare un impianto moderno, utilizzabile anche al di fuori degli appuntamenti calcistici.
La capienza prevista di oltre 60mila posti testimonia la dimensione dell’intervento, ma saranno soprattutto la qualità della progettazione, l’accessibilità e l’integrazione con il quartiere a determinarne le ricadute sul territorio.
L’avanzamento amministrativo illustrato da Sessa durante l’evento del 15 ottobre rappresenta un elemento importante nel percorso del progetto.
Resta centrale, però, la necessità di accompagnare le successive fasi con soluzioni adeguate per la viabilità e con un confronto sulle esigenze della città.
Perché la vera sfida non sarà soltanto realizzare un nuovo stadio per la Roma, ma fare in modo che Pietralata e i suoi residenti possano beneficiare concretamente della trasformazione del quartiere.


