
Lo ammetto: prima di vedere Oceania in versione live action avevo un po’ di paura.
Quando una storia che ami viene trasformata, il rischio che qualcosa venga cambiato, modificato o addirittura snaturato è sempre dietro l’angolo. E con Oceania questo timore era ancora più forte, perché il film d’animazione del 2016 è una storia che amo particolarmente.
La prima sensazione, quindi, è stata decisamente positiva: la storia che conosciamo è ancora lì. Il nuovo film sceglie infatti di rimanere molto fedele all’originale, ripercorrendone i momenti principali e mantenendo intatto il cuore del racconto. Una scelta che alcuni potrebbero considerare poco coraggiosa, ma che personalmente ho apprezzato proprio perché non avevo voglia di vedere stravolta una storia che funziona già così bene.
Un accenno di trama, senza spoiler
Per chi avesse bisogno di un piccolo ripasso, ritroviamo Vaiana, giovane figlia del capo dell’isola di Motunui, chiamata ancora una volta a spingersi oltre ciò che conosce. Il suo legame con il mare e il desiderio di proteggere la propria comunità la porteranno ad affrontare un viaggio molto più grande di lei.
Al suo fianco, naturalmente, c’è Maui, il semidio che tutti conosciamo, con il suo carattere esuberante, la sua ironia e una buona dose di ego. Insieme dovranno affrontare il mare, le proprie paure e una serie di ostacoli che metteranno alla prova entrambi.
Ma, come nel film animato, il viaggio di Vaiana non è soltanto un’avventura. È soprattutto un viaggio alla scoperta di se stessa. Il mare diventa quasi una guida, una forza che la costringe a uscire dai propri confini e a capire chi vuole davvero essere.
Oceania è un film che infonde coraggio
E forse è proprio questa la cosa che più mi piace di Oceania: il suo messaggio non è destinato soltanto ai bambini.
È una storia che infonde coraggio, determinazione e fiducia, e che può parlare a qualsiasi età.
Vaiana non parte perché non ha paura. Parte proprio nonostante la paura.
Ed è una differenza enorme.
Quante volte nella vita aspettiamo di sentirci pronti prima di fare qualcosa? Quante volte pensiamo di non essere abbastanza coraggiosi, abbastanza forti o abbastanza capaci? Oceania ci ricorda che il coraggio non significa non avere paura, ma scegliere di andare avanti anche quando la paura c’è.
Forse è anche per questo che, nella versione live action, ho avuto la sensazione che il film fosse leggermente più rivolto agli adulti rispetto al cartone. È una caratteristica che, in fondo, ritroviamo in molti dei remake Disney: la storia rimane accessibile ai più piccoli, ma alcuni messaggi sembrano arrivare con una forza diversa a chi la guarda con qualche anno in più.
Catherine Laga’aia è Vaiana
Una delle scelte più riuscite del film è sicuramente Catherine Laga’aia.
Per essere al suo debutto sul grande schermo, riesce a dare a Vaiana una presenza straordinariamente naturale. Non sembra semplicemente “interpretare” il personaggio che conosciamo: riesce a farlo proprio. Porta sullo schermo la sua determinazione, ma anche le sue fragilità, la sua curiosità e quella voglia di scoprire cosa ci sia oltre l’orizzonte che rappresenta il cuore del personaggio.
Non è semplice raccogliere l’eredità di una protagonista che il pubblico ha già amato in versione animata, ma Laga’aia riesce a farlo senza trasformare Vaiana in una semplice copia dell’originale.
Anche altre recensioni hanno sottolineato proprio la naturalezza e il carisma della giovane attrice.
E poi c’è Maui: The Rock era semplicemente la scelta giusta
Dwayne Johnson, per me, è perfetto nei panni di Maui.
Del resto, aveva già prestato la voce al personaggio nel film d’animazione e la sua personalità sembrava quasi essere stata scritta per quel semidio arrogante, ironico e sopra le righe.
In questa versione live action porta con sé esattamente quella fisicità e quel carisma che ci aspettavamo. Maui rimane uno dei personaggi più divertenti del film, ma anche uno di quelli che, dietro l’ironia, nasconde una parte più fragile e insicura.
Il passaggio dall’animazione alla realtà non è stato accolto allo stesso modo da tutta la critica: alcune recensioni hanno trovato meno naturale la sua versione live action, mentre altre hanno apprezzato proprio la capacità di Johnson di mantenere il carisma dell’originale.
Io appartengo decisamente alla seconda categoria.
La nonna: la voce che dovremmo imparare ad ascoltare
E poi c’è lei. La nonna.
Come nel cartone, anche in questa versione la sua presenza è fondamentale. Non è semplicemente un personaggio della famiglia: è la memoria, la tradizione, ma soprattutto quella voce che riesce a vedere in Vaiana qualcosa che lei ancora non riesce a vedere.
Ed è forse uno dei messaggi più belli dell’intera storia.
Dobbiamo imparare ad avere fede. Non soltanto fede in noi stessi, ma anche nelle persone che ci amano. Perché a volte chi ci sta accanto ci conosce molto meglio di quanto noi conosciamo noi stessi.
A volte abbiamo bisogno che qualcuno ci ricordi chi siamo quando noi lo abbiamo dimenticato.
La nonna di Vaiana è esattamente questo: quella voce che ti dice “vai”, anche quando tu hai paura di farlo.
Un remake che non tradisce la sua anima
Il limite, forse, è proprio quello che molti hanno evidenziato: Oceania non prova realmente a reinventarsi. La storia è molto vicina a quella che già conosciamo e, per alcuni spettatori, questo potrebbe far sembrare il film poco necessario.
Ma personalmente, questa volta, non lo considero necessariamente un difetto.
Perché quando ami una storia, a volte non hai bisogno che qualcuno la cambi. Hai bisogno che te la racconti ancora una volta, magari con immagini diverse, con attori diversi, ma conservandone l’anima.
E Oceania questo, almeno per me, riesce a farlo.
Consigliato? Assolutamente sì
Non so se il live action riuscirà a conquistare tutti come ha fatto il cartone animato. Probabilmente no. L’originale ha una magia tutta sua, difficile da replicare.
Ma questa nuova versione mi ha lasciato una sensazione positiva, soprattutto perché avevo paura che potesse rovinare una storia che amo e invece, uscendo dalla sala, ho avuto la sensazione opposta.
Vaiana è ancora lì.
Il mare è ancora lì.
E soprattutto è ancora lì quel messaggio che, a qualsiasi età, abbiamo bisogno di ricordare: a volte dobbiamo soltanto trovare il coraggio di andare oltre l’orizzonte.


