Rifiuti Lazio, differenziata al 72% entro il 2031

Rifiuti Lazio, differenziata al 72% entro il 2031

Approvato il nuovo Piano regionale dei rifiuti 2026-2031

La Regione Lazio ha approvato il nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR Lazio 2026-2031) con l’obiettivo di avviare, per la prima volta, la chiusura del ciclo regionale dei rifiuti e raggiungere la completa autosufficienza per il trattamento e lo smaltimento. Il provvedimento è stato adottato dalla Giunta regionale e dovrà ora seguire l’iter legislativo in Consiglio regionale, con tempi stimati tra i sei e gli otto mesi.

Il Piano è stato presentato in conferenza stampa nella sala Tevere della Regione Lazio dal presidente Francesco Rocca, insieme all’assessore alla Mobilità, Trasporti, Tutela del Territorio, Ciclo dei rifiuti, Demanio e Patrimonio Fabrizio Ghera e alla direttrice regionale Wanda D’Ercole. L’obiettivo dichiarato è quello di superare le criticità emerse negli anni successivi alla chiusura della discarica di Malagrotta, che aveva messo in difficoltà l’intero sistema regionale.

Nel corso della presentazione, l’assessore Ghera ha spiegato: “È un percorso che vuole portare un Lazio più autonomo e autosufficiente per quanto riguarda il settore dei rifiuti”.

Il presidente Rocca ha quindi aggiunto: “C’è stata compattezza ed è stato votato tutto all’unanimità”, evidenziando come l’approvazione sia il risultato di un confronto politico che ha preceduto l’adozione del provvedimento. Lo stesso Rocca ha sottolineato inoltre: “Abbiamo fatto un lavoro capillare e abbiamo puntato all’auto sufficienza. Stiamo scrivendo una pagina importante di questa Regione che con questo piano è in grado di chiudere il ciclo dei rifiuti”.

Investimenti e obiettivi per l’economia circolare e la raccolta differenziata

Il nuovo Piano prevede una strategia articolata che punta a migliorare la gestione dei rifiuti e a rafforzare l’economia circolare. Attraverso il programma PR FESR Lazio 2021-2027, la Regione Lazio ha investito complessivamente 60 milioni di euro per innovare la raccolta differenziata, realizzare centri di raccolta e isole ecologiche, potenziare gli impianti di riciclo e sostenere i Comuni impegnati nella gestione del ciclo dei rifiuti.

Il Piano mira a raggiungere una media regionale del 72,3% di raccolta differenziata entro il 2031 e a ridurre del 6% la produzione complessiva dei rifiuti. L’obiettivo intermedio prevede il raggiungimento della soglia normativa del 65% già entro il 2028, in linea con le direttive europee e nazionali.

Attualmente, secondo i dati analizzati nel documento, la raccolta differenziata regionale si attesta al 55,4%, con un divario significativo tra i diversi ambiti territoriali. Il nuovo modello organizzativo prevede la suddivisione del territorio in due Ambiti Territoriali Ottimali, uno relativo al Lazio senza Roma e uno dedicato a Roma Capitale, con l’intento di rendere più efficiente la gestione del sistema.

Il ruolo degli impianti e il caso di Guidonia Montecelio

Il Piano regionale affronta anche il tema della carenza strutturale di impianti nel Lazio, che negli anni ha determinato una dipendenza costante dal conferimento dei rifiuti fuori regione e, in alcuni casi, all’estero. Ogni anno, infatti, circa un milione di tonnellate di rifiuti prodotti nel Lazio viene smaltito o trattato al di fuori del territorio regionale.

In questo contesto assume particolare rilievo il potenziamento della rete impiantistica. Tra gli interventi più recenti, viene citato l’impianto di Guidonia Montecelio, entrato in funzione nel 2024 e destinato al servizio esclusivo dei rifiuti di Roma Capitale, con una capacità operativa attuale di 100.000 tonnellate annue su 190.000 autorizzate.

Il Piano prevede inoltre l’avvio di nuovi impianti e la riconversione tecnologica di strutture esistenti, con l’obiettivo di garantire maggiore resilienza al sistema e ridurre progressivamente il ricorso alla discarica. Entro il 2031, il conferimento in discarica dovrà scendere a non più del 6% del totale dei rifiuti urbani prodotti, un valore inferiore al limite europeo previsto per il 2035.

Il nuovo assetto organizzativo e impiantistico punta quindi a rafforzare l’autonomia del sistema regionale e a migliorare la sostenibilità della gestione dei rifiuti, in coerenza con le politiche ambientali nazionali ed europee.

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