Roma, Tevere: attiva la terza barriera raccogli-plastica

Roma, Tevere: attiva la terza barriera raccogli-plastica

Installata a Roma la terza barriera raccogli-plastica sul Tevere

La Regione Lazio ha attivato a Roma la terza barriera raccogli-plastica sul Tevere, installata alla foce del fiume in prossimità di Capo Due Remi, lato Ostia. L’intervento conferma l’impegno dell’amministrazione regionale nei progetti di transizione ecologica e nella tutela ambientale dei corsi d’acqua.

La seconda barriera è già in funzione sulla riva destra del Tevere, mentre la prima è stata posizionata sul fiume Aniene. Questi interventi rientrano in un progetto più ampio di sostenibilità promosso dall’Assessorato al Demanio e tutela del Territorio della Regione Lazio, che unisce innovazione tecnologica, tutela ambientale e valorizzazione del territorio.

Il sistema Pelikan per la raccolta dei rifiuti e il monitoraggio delle acque

Il sistema adottato dalla Regione Lazio, denominato Pelikan System, rappresenta una tecnologia integrata per la raccolta dei rifiuti galleggianti e il monitoraggio della qualità delle acque. Si tratta di un modello operativo che intercetta i rifiuti fluviali prima che raggiungano il mare e che consente, attraverso una flotta di imbarcazioni dotate di droni, ROV e sonde parametriche, un controllo costante della salubrità delle acque.

Tra i rifiuti raccolti figurano plastiche di ogni genere, scaldabagni, cerchi con gomme, bombole del gas, legna, frigoriferi e materassi. Si tratta di materiali che, oltre a essere inquinanti, possono mettere a rischio anche la sicurezza idraulica del fiume.

I risultati del primo anno di attività lungo Tevere e Aniene

Nel primo anno di attività del sistema sono stati rimossi lungo i fiumi Aniene e Tevere circa 120.000 chili di rifiuti, equivalenti a 600 Big Bag tra plastica, legno, materiali ingombranti e rifiuti urbani. Un ruolo significativo è stato svolto dall’imbarcazione Pelikan, che ha raccolto in media 30 chilogrammi di rifiuti galleggianti di diverso tipo, svolgendo anche una funzione di presidio e deterrenza lungo il corso del fiume.

«Nel primo anno di attività, lungo i fiumi Aniene e Tevere sono stati rimossi circa 120.000 chili di rifiuti, pari a 600 Big Bag tra plastica, legno, ingombranti e rifiuti urbani. Un ruolo importante l’ha svolto anche l’imbarcazione Pelikan che ha raccolto in media 30 kg di rifiuti galleggianti di ogni tipo, svolgendo anche un importante lavoro di presidio e deterrenza lungo il fiume. Questo sistema innovativo adottato dalla Regione Lazio sul Tevere e sull’Aniene consente inoltre di incidere positivamente durante le piene, riuscendo a raccogliere grandi quantità di materiale galleggiante, la cui rimozione è fondamentale per garantire il corretto flusso dei fiumi, specie durante fenomeni alluvionali estremi.

Con questi progetti la Regione Lazio, oltre a confermarsi in prima fila sulle tematiche ambientali si propone anche come modello di gestione integrato che parte dai fiumi e arriva al mare, unendo tecnologia, conoscenza e governance sostenibile», ha dichiarato l’assessore regionale Fabrizio Ghera.

Struttura e funzionamento delle barriere lungo il fiume

Le barriere installate lungo il Tevere hanno una lunghezza di circa 40 metri e sono costruite in acciaio zincato, materiale che garantisce resistenza e durabilità anche in condizioni ambientali complesse. Il sistema è stato collocato in un punto strategico del fiume, dove il Tevere forma una lieve ansa e dove i rifiuti tendono ad accumularsi naturalmente verso la parte esterna della curva.

Le Pelikan River intercettano i rifiuti nella parte superficiale della colonna d’acqua e li convogliano verso un punto di raccolta dotato di una grata profonda fino a un metro, consentendo la raccolta anche dei materiali semi-sommersi. Il tratto interessato presenta una portata media di circa 240 metri cubi al secondo, elemento che rende l’intervento particolarmente rilevante per fermare i rifiuti prima che raggiungano il mare.

Un intervento per ridurre l’inquinamento e migliorare la sicurezza idraulica

Le barriere sono dotate di un sistema di sicurezza automatico che, in caso di piene eccezionali e quando la corrente supera 1,5 metri al secondo, consente al dispositivo di posizionarsi in modalità neutra, evitando interferenze con il flusso del fiume e garantendo la sicurezza idraulica.

Il progetto si inserisce in un contesto più ampio di contrasto all’inquinamento da plastica. Le plastiche rappresentano infatti oltre l’80 per cento del materiale presente in mare e, a livello globale, ogni anno vengono prodotte circa 322 milioni di tonnellate di plastica, di cui una quantità compresa tra 4,8 e 12,7 milioni di tonnellate finisce negli oceani.

I dati indicano che circa l’80 per cento dei rifiuti marini proviene dalla terraferma e raggiunge il mare attraverso i corsi d’acqua e gli scarichi urbani, mentre il restante 20 per cento deriva da attività di pesca e navigazione.

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