ROMA – Una giornata alla Fiera “Più Libri Più Liberi”

Le file interminabili per un firmacopie di Zerocalcare. Le scolaresche che vanno e vengono dall’atrio principale, accampandosi, sedute per terra, in qualunque spazio riescano a trovare. La folla che si sposta da una sala all’altra per seguire le presentazioni più di interesse.

Si chiude con un bilancio da record l’edizione 2023 della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria “Più Libri Più Liberi” che si è svolta a Roma dal 6 al 10 dicembre. 115 mila presenze in 4 giorni, di cui oltre 17 mila studenti. 670 appuntamenti in cui scrittrici e scrittori italiani e internazionali hanno parlato di Nomi, cose, città, animali, libri, editoria, nuove uscite, e poi ancora grandi temi, scienza, utopie, giornali e informazione.

Il Presidente dell’Associazione Italiana Editori, Innocenzo Cipolletta, ha dichiarato: “E’ stata una grande festa del libro: l’AIE è orgogliosa di essere stata anche quest’anno accanto ai piccoli e medi editori nell’organizzare una manifestazione unica in Europa nella sua capacità di dare visibilità a una produzione che il pubblico mostra di apprezzare sempre di più. È una produzione editoriale pluralista, come è giusto che sia, e che rappresenta la ricchezza dell’offerta culturale italiana: qui c’è tutta la piccola e media editoria italiana“. 

Anche Il Territorio.net era presente all’evento e vi raccontiamo come è andata.

I numeri dell’editoria

Diverse le indicazioni che sono emerse sui numeri dell’editoria aggiornati a novembre del 2023 presentati dall’Associazione Italiana Editori.

In un mercato trade (vendite di narrativa e saggistica nelle librerie fisiche e online e nei supermercati) stabile rispetto ai dati del 2022 (più 0,3% a valore e meno 1,3% a numero di copie), si attesta al 50,1% la quota dei piccoli e medi editori nei primi undici mesi. Il valore è analogo a quello dell’anno precedente (50,2%) e lievemente superiore ai dati che tradizionalmente si registrano nei 12 mesi, quando per effetto delle vendite natalizie di best-seller la quota di mercato dei grandi gruppi cresce di alcuni decimi di percentuale. È comunque un mercato diviso a metà, un dato oramai attestato per l’editoria italiana.

“I dati che presentiamo oggi confermano il pluralismo che contraddistingue l’editoria italiana e che ha un valore culturale, in termini di varietà delle voci, ed economico perché le case editrici medio-piccole spesso portano avanti sperimentazioni che aprono nuovi mercati e modi di fare business e, anche per questo, vanno sostenute” ha commentato il presidente di AIE Innocenzo Cipolletta.

Il respiro internazionale

Nel 2022, l’editoria italiana ha comprato dall’estero 9.423 diritti di traduzione di opere straniere e ha venduto 7.889 diritti di traduzione di opere italiane. Il 29% dei contratti di acquisto e il 27% dei contratti di vendita sono stati realizzati da editori medio-piccoli, ovvero con un valore del venduto a prezzo di copertina nei canali trade (librerie fisiche e online e supermercati) fino a 5 milioni di euro.

L’Italia esporta soprattutto libri per bambini e ragazzi (2.744 nel 2022, pari al 35% del totale), quindi saggistica (1.992 contratti, 25%), narrativa (1.496 contratti, 19%), manualistica non universitaria e self help (708 contratti, 9%), fumetti (416 contratti, 5%), libri religiosi (395 contratti, 5%), illustrati (138 contratti, 2%).

L’Europa è il primo mercato di sbocco, seguito da Asia e America Latina. Forte lo squilibro nei confronti dei Paesi anglofoni: acquistati 6.027 diritti di traduzione e venduti solo 645.

In crescita gli italiani che leggono

Crescono gli italiani che leggono: secondo l’indagine di Pepe Research per l’Associazione Italiana Editori (AIE), nel 2023 sono il 74% le persone tra i 15 e i 74 anni che hanno letto almeno un libro a stampa (anche solo in parte), un e-book o ascoltato un audiolibro nei 12 mesi precedenti. Si tratta in valori assoluti di 32,8 milioni di persone. Nel 2022 l’indice di lettura era del 71%, del 68% nel 2019 prepandemia. Ma mentre cresce il numero assoluto di lettori, cala la percentuale di chi legge con frequenza almeno settimanale.

Il tempo medio di lettura durante la settimana è di 4 ore e 18 minuti, ma un quarto degli intervistati (24%) dichiara di non avere letto nulla nella settimana precedente l’indagine e un altro 30% lo ha fatto per meno di due ore. In sintesi, più della metà degli italiani che si dichiarano lettori, legge per meno di due ore a settimana.

Se invece guardiamo ai nuovi modi della lettura, vediamo che un quarto degli utenti delle piattaforme social ha fruito di contenuti narrativi presenti sulle stesse piattaforme social o su piattaforme di condivisione di storie, ovvero 10,2 milioni di italiani. Tra questi, una percentuale del 15% non legge libri, e-book o ascolta audiolibri: equivale a dire che un 3% della popolazione si approccia alla narrazione fuori dalla forma libro, a stampa o digitale.

I generi letterari più letti

l romance ha più che raddoppiato le vendite dal 2019 a oggi (+120,5%), una performance che lo pone secondo solo ai fumetti (+225,5%) come fenomeno editoriale dell’Italia post-pandemia, in uno scenario dove i titoli più amati dai giovani si impongono spesso tramite il passaparola sui social e TikTok in particolare, fino ad arrivare nella top ten delle classifiche mensili.

Nel dettaglio, il genere romance aveva nel 2019 un valore del venduto a prezzo di copertina nei canali trade (librerie fisiche e online e supermercati) pari a 22,215 milioni di euro. Dopo una flessione nel 2020, nei tre anni seguenti la crescita è sempre stata a doppia cifra, fino ai 48,900 milioni del 2023. Valori a cui vanno aggiunte le vendite natalizie, ovviamente ancora da conteggiare. A livello di quote sul totale del mercato trade, il romance pesava sul totale della varia (narrativa e saggistica) per il 2% nel 2019 e adesso pesa per il 3,8%.

I numeri del mercato raccontano inoltre la forza delle autrici italiane: come successo in passato per altri generi come il giallo, o il thriller, un mercato inizialmente dominato da autori stranieri sta vedendo crescere con il passare degli anni le proposte di scrittrici e scrittori scoperti e lanciati dalle case editrici italiane. Nel 2019 oltre l’84% delle vendite era fatto da libri scritti da autrici straniere (quota di mercato a valore di prezzo di copertina). Nel 2023, invece, le autrici italiane pesano per il 40%, per complessivi 19,601 milioni. Se guardiamo la crescita dal 2019 a oggi, il romance italiano è cresciuto del 462,5%, quello straniero “solo” del 56,9%.

Il lettore tipo dell’area metropolitana di Roma

Se restringiamo la nostra analisi sul lettore tipo del nostro territorio, da Guidonia alla Sabina, vediamo subito che il 45,4% dei cittadini legge da 1 a 3 libri l’anno.

Le donne leggono molto più degli uomini, soprattutto nella fascia oltre i 65 anni e in quella tra i 6 e i 24 anni. La fascia tra gli 11 e i 14 anni è sicuramente quella più attiva nella lettura, con il 57,1% di ragazzi e ragazze che legge almeno un libro anno, e ben il 49,1% che ne legge almeno 3. Al secondo posto si trova la fascia immediatamente seguente, quella tra i 15 e i 17 anni, a testimonianza che la letteratura per bambini e ragazzi conosce una grande fioritura anche nel nostro territorio.

Rispetto invece al target adulti, chi legge tanti libri l’anno, ossia sopra i 12, sono i pensionati, seguiti da i dirigenti e da chi si occupa della gestione della casa. Se restringiamo il campo a chi legge almeno un libro l’anno, troviamo come prima categoria quella degli studenti, invece da 1 a 3 libri l’anno vengono letti da chi è in cerca di una prima occupazione e dai lavoratori in proprio.

Il ritorno di Massimiliano Fuksas

Tra le curiosità di questa edizione della Fiera, si registra il ritorno alla Nuvola del suo ideatore e realizzatore, l’architetto Massimilaino Fuksas. L’opera infatti fu inaugurata il 29 ottobre 2016 alla presenza dell’allora Presidente del Consiglio Matteo Renzi, della sindaca Virginia Raggi e proprio di Massimiliano Fuksas, con una cerimonia trasmessa in diretta su Rai 1.

L’architetto di fama internazionale ha infatti partecipato nel pomeriggio di giovedì 7 dicembre alla presentazione del libro Ecoshock, scritto da Giuseppe Caporale e edito dalla Rubbettino, sull’impatto dei cambiamenti climatici in Italia.

Le voci fuori dal coro

Non sono mancate comunque le polemiche, come quelle di Nicola Porro su Il Giornale, che ha accusato la Fiera di essere troppo disordinata, non garantendo un corretto accostamento tematico degli espositori presenti ingerenado così confusione nei visitatori. Criticando inoltre la scelta a favore del mainstream degli organizzatori della fiera a discapito di un sano dibattito sulle idee contrapposte che girano intorno alla visione della cultura.

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