Il voto sullo stadio accende il confronto politico
L’approvazione in Assemblea Capitolina della delibera sul progetto del nuovo Stadio della Roma a Pietralata ha raccolto commenti favorevoli da una parte ampia dello schieramento politico, pur con accenti diversi sui temi della rigenerazione urbana, della mobilità, dell’interesse pubblico e dei prossimi passaggi amministrativi.
Tra le reazioni del Partito Democratico, il consigliere capitolino e presidente della Commissione Patrimonio di Roma Capitale Yuri Trombetti ha definito il voto un passaggio rilevante sia sul piano politico sia su quello amministrativo. “L’approvazione in Assemblea Capitolina della Delibera sulla fattibilità tecnico economica del progetto dello stadio della AS Roma a Pietralata e il recepimento delle tante indicazioni date nella Delibera che ne indicava la pubblica utilità, rappresenta un passaggio politico e amministrativo molto importante. Roma dimostra di saper decidere e di voler investire nel proprio futuro”, ha dichiarato. Trombetti ha inoltre richiamato il lavoro svolto negli ultimi mesi e i prossimi step dell’iter: “Il lavoro svolto in questi mesi è stato serio e approfondito, grazie all’impegno dell’Amministrazione e alla professionalità degli uffici comunali. Ora il percorso prosegue con la Regione Lazio, che dovrà convocare la Conferenza dei servizi decisoria con tutti i soggetti coinvolti”.
Sulla stessa linea la capogruppo del Pd in Assemblea Capitolina Valeria Baglio, che ha parlato di una scelta orientata al futuro della città. “Oggi è una giornata importante per Roma. Abbiamo approvato in Assemblea Capitolina la delibera per la presa d’atto della verifica di ottemperanza del Progetto di fattibilità tecnica ed economica del nuovo stadio della AS Roma a Pietralata, in coerenza con le condizioni, le prescrizioni e le raccomandazioni previste dalla dichiarazione di pubblico interesse approvata nel maggio 2023”, ha affermato. Per Baglio il nuovo impianto “non rappresenta soltanto un impianto sportivo moderno dedicato ai tifosi, ma un intervento di rigenerazione urbana capace di restituire futuro a un’area rimasta per troppo tempo abbandonata come quella di Pietralata”. La consigliera ha poi ricordato i dati del progetto e i passaggi successivi, sottolineando che “ora il progetto proseguirà il suo iter con il procedimento autorizzatorio unico regionale, che comprenderà la valutazione di impatto ambientale e la Conferenza dei servizi decisoria”.
Maggioranza capitolina: passaggio storico e rigenerazione urbana
La presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli ha definito il voto “un momento storico” per Roma. Nella sua lettura, il nuovo stadio non riguarda soltanto la squadra giallorossa, ma un intervento più ampio sul quadrante urbano interessato. “Roma compie un passo concreto verso la realizzazione di un’infrastruttura moderna e sostenibile. È il risultato di un lavoro approfondito, serio e condiviso. Non parliamo solo di stadio a disposizione della squadra di calcio, ma di un’opera che garantisce un chiaro equilibrio tra investimento privato e interesse pubblico, assicurando interventi di rigenerazione urbana, miglioramento della mobilità, nuove aree verdi e benefici concreti per il quadrante interessato e per la città”, ha dichiarato.
Anche i consiglieri della Lista Civica Gualtieri Sindaco Giorgio Trabucco e Tommaso Amodeo hanno parlato di “passaggio storico” e di “infrastruttura moderna e strategica che Roma attende da anni”. Nel loro commento il progetto viene descritto come un intervento capace di unire sviluppo, qualità urbana e sostenibilità. “Lo stadio non è soltanto un impianto sportivo: è un grande progetto di rigenerazione urbana che interesserà l’area di Pietralata, con nuove infrastrutture, servizi, verde pubblico e interventi di mobilità che contribuiranno a riqualificare l’intero quadrante”, hanno affermato.
L’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Maurizio Veloccia ha invece insistito sul valore del voto come segnale per la capacità della città di attrarre investimenti. “Con il voto di oggi stiamo scrivendo una pagina importante per lo sviluppo di Roma. E diciamo una cosa importante: cioè che a Roma i grandi investimenti si possono fare e anche in tempi brevi”, ha dichiarato. Veloccia ha chiarito anche il significato procedurale della delibera: “Questo voto chiude l’iter autorizzatorio della politica. Manca soltanto la fase tecnica. Ci sarà la conferenza dei servizi decisoria che porterà via qualche mese perché all’interno avrà anche la valutazione sull’impatto ambientale. Dopodiché si chiude l’iter e potranno cominciare i lavori”. L’assessore ha inoltre espresso un auspicio sul cronoprogramma: “Il mio auspicio è che la prima pietra si possa mettere all’inizio del 2027”.
Il consigliere capitolino Dario Nanni, presidente della Commissione Giubileo e vicepresidente della Commissione Sport di Roma, ha parlato di “dimostrazione che questa è l’amministrazione del fare”, collegando il progetto sia alla riqualificazione del quadrante sia alla trasformazione complessiva della città. Più legato alla dimensione sportiva e simbolica l’intervento del consigliere capitolino del Pd Ubaldo Righetti, che ha ricordato come l’idea di uno stadio della Roma risalga ai tempi di Dino Viola. “C’è stato un grande lavoro di squadra, per usare un termine sportivo, c’è stato un grande coinvolgimento. L’importante era raggiungere l’obiettivo”, ha detto, aggiungendo un ringraziamento “anche a nome di qualche migliaia di tifosi giallorossi in questa giornata storica”.
Sostegno dall’opposizione, ma con richieste di garanzie
Tra le forze di opposizione che hanno espresso voto favorevole, Italia Viva ha definito il progetto “un intervento strategico per il futuro della città” e “uno dei più importanti investimenti privati previsti a Roma negli ultimi decenni”. Nella nota congiunta firmata dai consiglieri capitolini Valerio Casini e Francesca Leoncini, dal consigliere regionale Luciano Nobili e dal presidente di Italia Viva Roma Marco Cappa, si legge che l’opera rappresenta “una grande occasione di sviluppo e rigenerazione urbana per il quadrante Tiburtina-Pietralata e per l’intera città”. Nobili ha inoltre sottolineato che il nuovo stadio rafforzerebbe “la capacità della Capitale di ospitare grandi eventi internazionali, da Euro 2032 fino alla prospettiva di una futura candidatura olimpica”.
Anche Forza Italia, con la capogruppo capitolina Rachele Mussolini e il consigliere Francesco Carpano, ha parlato di “atto d’amore e di responsabilità verso i tifosi e, soprattutto, verso un’intera città”. Il sì del partito, però, viene accompagnato dalla richiesta di rigore tecnico nelle prossime fasi. “Sì allo Stadio, dunque, purché fatto con criterio e a beneficio di tutta Roma”, hanno dichiarato.
La Lega, attraverso i consiglieri capitolini Fabrizio Santori e Maurizio Politi, ha motivato il voto favorevole come “atto di fiducia per grandi opere”. Nella loro valutazione, uno stadio moderno e di proprietà costituisce “un’infrastruttura fondamentale per lo sviluppo sportivo, economico e urbanistico della Capitale”. Allo stesso tempo, i due esponenti leghisti hanno richiamato le criticità ancora aperte, soprattutto in materia di mobilità, trasporto pubblico e opere pubbliche connesse, precisando che il loro consenso “non è una delega in bianco”.
Il consigliere capitolino di Noi Moderati Marco Di Stefano ha espresso voto favorevole dopo avere ottenuto, a suo dire, garanzie sul tema dell’accesso all’ospedale Sandro Pertini, in particolare per mezzi di emergenza, personale sanitario e utenti del Pronto Soccorso. Per Di Stefano, il progetto porterà “un miliardo di euro nell’economia della nostra città” e contribuirà a riqualificare un territorio “abbandonato nel silenzio di tutti”. Il consigliere ha aggiunto che di fronte a un’infrastruttura di questo tipo non dovrebbero prevalere né il tifo calcistico né la contrapposizione politica.
Le posizioni di M5S e Sinistra Civica Ecologista
Nel Movimento 5 Stelle il quadro dei commenti è più articolato. La capogruppo in Campidoglio Linda Meleo ha collegato lo stadio a un possibile percorso di partecipazione dei residenti del quadrante. Secondo Meleo, una quota dei 32 milioni derivanti dagli oneri di costruzione dovrebbe finanziare interventi di riqualificazione urbana e miglioramento dei servizi nei quartieri limitrofi, con un meccanismo di bilancio partecipativo. “Saranno quindi i cittadini a decidere quali opere siano più urgenti e importanti per il loro territorio”, ha dichiarato.
Il vicepresidente dell’Assemblea Capitolina Paolo Ferrara, sempre del M5S, ha espresso “soddisfazione e sostegno” soprattutto per il lato sportivo, economico e produttivo del progetto, pur sottolineando che “restano ancora diverse criticità irrisolte, che non vanno sottovalutate”. Ferrara ha richiamato anche il tema del futuro dello Stadio Olimpico, osservando che una metropoli internazionale come Roma, guardando agli eventi sportivi e musicali, avrebbe bisogno di più impianti.
Più tecnica la posizione del consigliere capitolino e presidente della Commissione Sport Nando Bonessio, che ha ricordato come il voto espresso non costituisca “un via libera definitivo” ma una presa d’atto dell’ottemperanza alle prescrizioni della deliberazione del 2023. Bonessio ha indicato come punti di attenzione la mobilità, la sostenibilità ambientale, la tutela dei residenti, l’accessibilità dell’ospedale Sandro Pertini, la compensazione ambientale e la corretta gestione delle risorse generate dall’operazione.
Sul fronte della maggioranza di sinistra, i consiglieri capitolini Alessandro Luparelli e Michela Cicculli di Sinistra Civica Ecologista hanno definito il voto “una nuova svolta per lo stadio della Roma”. Nel loro intervento hanno insistito soprattutto sulla differenza rispetto al vecchio progetto di Tor di Valle, rimarcando che questa volta si tratterebbe di uno stadio realizzabile “senza necessità di cubature di cemento in aggiunta”. Hanno inoltre richiamato il tema dei 15 ettari di verde pubblico, dei 3,5 ettari di bosco salvaguardato, della Valutazione di impatto ambientale e della Valutazione ambientale strategica, parlando di “garanzia per la città e intervento sostenibile per il territorio”.
Sviluppo, mobilità e prossime fasi
Anche altre voci della maggioranza hanno legato il voto alla trasformazione urbana del quadrante di Pietralata. Il capogruppo capitolino di Demos Sandro Petrolati ha definito il progetto “un’opera di grande interesse per tutti i cittadini” e ha posto l’accento sul tema della viabilità e sull’accesso all’ospedale Pertini. Secondo Petrolati, il valore dell’intervento sta anche nella possibilità di pianificare in anticipo una mobilità adeguata, prima della realizzazione dell’opera.
La consigliera capitolina Antonella Melito, vicepresidente della Commissione Urbanistica di Roma Capitale, ha spiegato che la delibera approvata “non autorizza la realizzazione dell’opera, ma prende atto del progetto di fattibilità tecnico-economica e consente di avviare la fase successiva, quella della Conferenza dei servizi decisoria”. Melito ha ricordato che l’area di Pietralata è già interessata da altri interventi di sviluppo e che proprio per questo è necessaria “una visione integrata della trasformazione dell’area”. Ha inoltre sottolineato la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla funzionalità dell’ospedale Sandro Pertini e sull’informazione ai residenti, soprattutto per quanto riguarda organizzazione dei cantieri e impatti sulla mobilità locale.
Infine l’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale Alessandro Onorato ha definito l’approvazione “un passaggio storico per una grande opera” finanziata con oltre un miliardo di euro dalla società giallorossa. Nella sua nota ha sostenuto che gli investimenti privati, in collaborazione con il pubblico, siano “fondamentali per lo sviluppo della città e per avere miglioramenti in interi quartieri”.
Nel complesso, i commenti politici successivi al voto convergono sul rilievo del passaggio approvato in Campidoglio, ma mettono in evidenza priorità diverse. Per alcuni prevale il tema della rigenerazione urbana e dell’investimento privato, per altri quello delle garanzie su mobilità, ambiente, servizi e partecipazione dei cittadini. Il dato comune resta comunque il riconoscimento del voto come snodo centrale nell’iter del nuovo Stadio della Roma a Pietralata.


