Mentre in Italia si registrano nuovi casi di infezione da virus West Nile, l’esperto parassitologo Guido Favia, docente dell’Università di Camerino, interviene per fare chiarezza e rassicurare la popolazione:
“La situazione è sostanzialmente in linea con quella degli ultimi anni e non ci sono segnali di allarme particolare”.
Il virus West Nile è una zoonosi trasmessa dalle zanzare del genere Culex e non si trasmette da persona a persona. I principali serbatoi naturali del virus sono gli uccelli, mentre esseri umani e cavalli sono ospiti cosiddetti “a fondo cieco”, cioè non contribuiscono alla diffusione del virus.
“Nella stragrande maggioranza dei casi – spiega Favia – l’infezione è asintomatica o presenta sintomi lievi, simili a quelli influenzali. I casi gravi sono rari e riguardano soprattutto anziani o persone con patologie pregresse. Non esistono vaccini né cure specifiche, ma i trattamenti sintomatici risultano in genere efficaci”.
Prevenzione e controllo: le raccomandazioni
Il professor Favia sottolinea come la prevenzione delle punture di zanzara sia ancora l’arma più efficace per ridurre il rischio di contagio. Tra i consigli utili:
- Installare zanzariere alle finestre
- Indossare abiti lunghi e chiari, soprattutto al tramonto
- Utilizzare repellenti specifici, seguendo le istruzioni
- Evitare ristagni d’acqua dove le zanzare possono deporre le uova
Importante anche il monitoraggio entomologico, che in Italia è affidato a una rete di controllo storicamente efficiente.
“Nelle Marche – aggiunge Favia – come Università di Camerino abbiamo avviato già da marzo campagne mirate di monitoraggio e controllo larvale in collaborazione con vari Comuni”.
No allarmismi, ma attenzione e collaborazione
Infine, il messaggio del docente è chiaro:
“Non siamo di fronte a una pandemia. È un fenomeno noto, che monitoriamo da anni. Serve attenzione, informazione e collaborazione da parte di tutti”.

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