
Un libro nato dalla curiosità dopo l’esame di maturità
Nel recente esame di maturità è stato proposto agli studenti un estratto di questo libro del giornalista Mario Calabresi; ammetto di essere stato incuriosito e per questo ho deciso di leggerlo. Conoscevo l’autore perché avevo letto recentemente “La mattina dopo” e anche in questa occasione ho trovato un libro con una scrittura chiara, elegante, scorrevole: il testo scorre velocemente e gradevolmente.
La fatica in un tempo che cerca il massimo risultato con il minimo sforzo
È un libro che propone una tematica interessante: la fatica. Parola quasi scomparsa in un tempo in cui si vorrebbe ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo. Il libro propone un interrogativo importante: quanto siamo disposti a faticare? Il titolo è già una metafora: “Alzarsi all’alba” significa essere disposti ad iniziare quando il mondo è ancora avvolto nel silenzio e la luce inizia a vincere sul buio. L’alba “è discreta, silenziosa e poco frequentata. L’alba contiene il futuro: tutto può e deve ancora succedere”.
Storie di persone semplici, non di eroi
È un libro che racconta storie di persone semplici, non di eroi, che lo stesso autore ha incontrato personalmente. Persone che si prendono cura di qualcuno, inseguono un obiettivo, custodiscono una tradizione, svolgono con passione il proprio lavoro. La fatica è l’esperienza comune a tutti i protagonisti del libro; spesso è una fatica vissuta nella gratuità, che non porta nulla in cambio, come la cura per una persona.
“Mi piace pensare che la dedizione sia la forma più nobile della fatica. Così nobile da cancellare ogni fastidio, ogni stanchezza, ogni peso. Ci sono forme di dedizione che durano una vita e arrivano a trascendere la singola esistenza. Diventano sacrificio”.
Pescatori, artigiani, sportivi: vite nelle quali ritrovarsi
Il libro propone storie di gente semplice come pescatori, artigiani, restauratori, musicisti, sportivi, ma anche un uomo che per mantenere un legame con la figlia scomparsa corre delle maratone o una donna di 89 anni che continua a lavorare occupandosi della tomba del marito, fino a un uomo che si prende cura della moglie malata. Persone in cui ognuno di noi può ritrovarsi.
La fatica come esperienza che costruisce la nostra identità
La fatica viene presentata da Calabresi come un’esperienza attraverso cui costruire la nostra identità, soprattutto quando è apparentemente inutile. Ogni relazione, ogni cosa importante della nostra vita richiede tempo e Calabresi ci invita a recuperare la lentezza.
Un viaggio nell’Italia silenziosa e laboriosa
“Alzarsi all’alba” è anche un viaggio nella nostra Italia, silenziosa, laboriosa, che si sveglia all’alba senza cedere alle comodità. È un libro che ha una forte valenza educativa, da proporre non solo ai giovani ma che rappresenta un monito per tutti.
“Chiudo ogni incontro con i ragazzi con l’augurio di fare fatica, convinto che la fatica sia l’antidoto a un tempo in cui tutto è frammentato, in cui spesso è difficile trovare un senso e una direzione. Allora, sono convinto che la fatica, intesa non come sofferenza – di quella ne abbiamo già troppa –, ma come determinazione, passione, costanza, sia un’ancora di salvezza”.
Una lettura che consiglio, assolutamente non… faticosa!


