The Gentlemen 2: una stagione che chiede di avere pazienza

The Gentlemen 2: una stagione che chiede di avere pazienza

Lo devo ammettere: all’inizio della seconda stagione di The Gentlemen non ero affatto convinta. Anzi, ho dovuto quasi forzarmi a continuare. Più di una volta ho pensato: “Ma davvero devo andare avanti?”. E forse, se non avessi avuto la curiosità di capire dove volesse arrivare, avrei anche potuto interromperla.

Poi, però, qualcosa cambia.

E quando cambia, cambia davvero.

Cavolo, che adrenalina!

La seconda stagione di The Gentlemen parte con un ritmo che può sembrare quasi troppo lento rispetto alle aspettative create dalla prima, ma costruisce gradualmente una storia che diventa sempre più complessa e soprattutto sempre più coinvolgente. È una di quelle serie che ti chiede di avere un po’ di pazienza prima di mostrarti tutte le sue carte.

E il consiglio, quindi, è proprio questo: non fermatevi alle prime impressioni.

Un accenno di trama, senza spoiler

Ritroviamo Eddie Horniman, ancora una volta alle prese con quell’impero criminale che si è ritrovato tra le mani quasi per caso e che, stagione dopo stagione, sembra trasformarsi sempre più in una parte della sua identità.

Ma Eddie non è più l’uomo che avevamo conosciuto all’inizio. Il personaggio continua a evolversi e il suo rapporto con il potere, con il denaro e soprattutto con il mondo criminale diventa sempre più complesso. Nuovi equilibri, nuovi interessi e vecchi rapporti mettono alla prova ciò che Eddie è riuscito a costruire.

Senza raccontare quello che succede, posso dire che la storia prende davvero velocità nella parte finale della stagione, quando gli elementi messi in campo negli episodi precedenti iniziano finalmente a incastrarsi.

Ed è lì che si capisce perché valeva la pena continuare.

Eddie, il nostro Tommy Shelby moderno

Guardando Eddie in questa seconda stagione, non ho potuto fare a meno di pensare a Tommy Shelby.

Ovviamente non sono lo stesso personaggio e The Gentlemen mantiene un’identità completamente diversa da Peaky Blinders, soprattutto per il suo tono più ironico e scanzonato. Ma Eddie sta vivendo un’evoluzione che, per certi aspetti, ricorda molto quella di Tommy: da uomo che si trova coinvolto in un mondo che non gli appartiene a uomo che impara a conoscerne le regole e, lentamente, a giocare la propria partita.

La cosa interessante è proprio vedere quanto Eddie cambi senza che ce ne accorgiamo immediatamente. Ogni scelta, ogni compromesso e ogni situazione lo trasformano un po’ di più. E alla fine ci troviamo davanti a un personaggio che non è più quello che avevamo incontrato nella prima stagione.

Michele Morrone: non mi ha convinta

Devo essere sincera anche qui: Michele Morrone non mi è piaciuto.

Il suo personaggio mi è sembrato eccessivamente sopra le righe e, in alcuni momenti, quasi caricaturale. In una serie che fa dell’ironia e dell’eccesso una delle proprie caratteristiche, il confine tra “esagerato ma divertente” e “troppo” è sottilissimo e, secondo me, Morrone lo supera diverse volte.

La sua presenza, inoltre, è piuttosto breve. E viene quasi da pensare, scherzando, che forse non abbia convinto nemmeno gli autori. Ma questa, naturalmente, è solo una mia personalissima impressione.

Benedetta Porcaroli e il confronto con il cast internazionale

Benedetta Porcaroli, invece, mi è piaciuta. Il suo personaggio riesce a inserirsi bene nell’universo della serie e l’attrice porta sullo schermo una prova che ho trovato convincente.

Detto questo, il confronto con il resto del cast internazionale è inevitabile e, in alcuni momenti, la differenza di livello attoriale si percepisce. Non necessariamente perché Porcaroli sia fuori posto, ma perché si trova a recitare accanto a interpreti che hanno una padronanza del genere e dei suoi tempi davvero notevole.

Kaya Scodelario: semplicemente bravissima

E poi c’è Kaya Scodelario.

Per me è lei una delle certezze assolute della serie.

Il suo ruolo non è semplice e richiede di mantenere continuamente un equilibrio tra ironia, durezza, ambiguità e credibilità. Eppure non c’è praticamente una scena in cui non riesca a convincere.

Scodelario riesce a dare al suo personaggio una personalità fortissima senza mai trasformarlo in una macchietta. Anche quando la situazione diventa assurda o sopra le righe, lei riesce a rimanere credibile. Ed è una qualità tutt’altro che scontata in una serie come The Gentlemen.

Non arrendetevi ai primi episodi

Probabilmente questa è la cosa più importante che mi sento di dire dopo aver visto la stagione: non giudicatela troppo presto.

La prima parte può lasciare un po’ perplessi, soprattutto se si arriva dalla prima stagione aspettandosi immediatamente lo stesso ritmo. Ma la storia cresce progressivamente e, soprattutto verso la fine, diventa molto più avvincente.

Non voglio dire altro perché il rischio spoiler è altissimo e una parte del divertimento sta proprio nel vedere come gli equilibri cambiano episodio dopo episodio.

Quello che posso dirvi è: resistete.

Perché poi arriva quel momento in cui vi ritrovate davanti allo schermo e pensate: “Ok, adesso sì”.

E la terza stagione?

Diciamocelo: dopo quello che abbiamo visto, pensare a una terza stagione non è poi così difficile.

E, conoscendo il mondo di The Gentlemen, è quasi impossibile immaginare che tutto possa finire qui. Eddie è ancora in piena evoluzione e ci sono ancora moltissime possibilità per continuare a raccontare questo universo fatto di criminalità, potere, tradimenti e, soprattutto, tanta ironia.

Quindi sì, io una terza stagione me la aspetto.

E sinceramente, adesso che sono arrivata alla fine, la aspetto anche con una certa curiosità.

Consigliata

Non è stata una stagione che mi ha conquistata immediatamente. Anzi, per i primi episodi ho fatto fatica persino a trovare la motivazione per continuare.

Ma proprio per questo il risultato finale mi ha sorpresa ancora di più.

The Gentlemen 2 è una stagione che cresce, accelera e alla fine regala quella dose di adrenalina che forse stavamo aspettando dall’inizio. Non è perfetta e alcune scelte di casting mi hanno convinta più di altre, ma nel complesso riesce a mantenere lo spirito della serie e a farci venire voglia di sapere cosa succederà dopo.

Se avete visto la prima stagione, la seconda è assolutamente da vedere.

E se dopo i primi episodi siete tentati di abbandonarla, non fatelo.

Perché Eddie Horniman potrebbe sorprendervi ancora una volta.

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