Una serata dedicata al vino e al territorio

Giovedì 6 novembre, presso il ristorante Life di Mentana, AIS Lazio – Colli della Sabina ha organizzato una serata dedicata al Grechetto, vitigno simbolo dell’Alta Tuscia. L’evento, guidato dalla relatrice AIS Francesca Zaccarelli e da Giuseppe Mottura, ha riunito oltre cinquanta partecipanti, attratti dal racconto di un vitigno che negli anni ha saputo diventare identità del territorio.
Il Grechetto secondo Mottura

La degustazione ha proposto un viaggio attraverso due espressioni del vitigno: Poggio della Costa e La Torre a Civitella, insieme alla storica etichetta Latour a Civitella. Sono state presentate le annate 2024, 2018 e 2014 di Poggio della Costa, l’annata 2023 de La Torre a Civitella e le annate 2017 e 2015 con la storica etichetta Latour a Civitella.
Il vino La Torre a Civitella è stato più volte valorizzato dalle guide nazionali e nella Guida Vitae 2026 entra tra i “100 Migliori Vini di Territorio”. Negli anni, l’AIS gli ha attribuito anche il Tastevin, riconoscimento riservato al vino regionale più rappresentativo.
Zaccarelli ha descritto il Grechetto come “un vino con personalità che cambia negli anni, lasciando un eco sottile e leggera, rappresentata da un tannino raro in un bianco”. La degustazione ha così messo in evidenza la complessità del vitigno, la sua evoluzione nel tempo e la cura che la famiglia Mottura dedica a ogni annata.
Le parole di Giuseppe Mottura

Durante la serata, Giuseppe Mottura ha aperto i lavori ricordando: “Assaggeremo sei grechetti: tre annate di Poggio della Costa e tre di La Torre a Civitella”. Ha commentato con soddisfazione il nuovo riconoscimento ottenuto: “sempre al top nelle guide di tutta Italia, con l’AIS nel 2024 Tastevin e quest’anno tra i cento migliori vini del territorio”.
Parlando dell’andamento della vendemmia ha spiegato: “Vendemmia di buona produzione e di buona qualità, ma non mi esprimo mai sulla qualità dell’annata prima di gennaio”.
Raccontando la storia familiare ha aggiunto: “Il successo dell’azienda è dovuto a mio padre Sergio, intraprendente perché ha creduto in un vitigno sconosciuto e innovativo perché ha creato vini moderni”.
Infine, ha delineato la visione futura: “Adesso c’è bisogno di focus, di concentrazione e di continuare la strada che ha portato l’azienda al successo”.
La visione della Delegazione Colli della Sabina

In chiusura, la responsabile della Delegazione Colli della Sabina di AIS Lazio, Rossana Gesti, ha espresso la soddisfazione per l’esito dell’iniziativa:
“Una serata che ci rende orgogliosi perché ci permette di trasmettere lo spirito dell’Associazione: diffondere la cultura del vino e formare sommelier capaci di raccontare la storia e la qualità che si celano dietro ogni etichetta”.
Ha inoltre ricordato il lavoro della squadra: “Questa sera siamo riusciti nel nostro intento grazie alla competenza dei relatori AIS, ai produttori, alla passione dei soci ed alla professionalità dei sommelier di servizio”. Sono stati ringraziati Andrea Di Natale per i rapporti con l’azienda, Virginia La Torre come vice delegata e Manuel Ciaffarini per il coordinamento del servizio.
Un percorso che continua
La delegazione ha annunciato nuovi appuntamenti dedicati alla cultura del vino, insieme alla partecipazione della sommelier Virginia La Torre a un importante evento nazionale che la vedrà rappresentare il Lazio.



