
Ci sono film che guardi, finiscono e dopo qualche minuto hai già iniziato a pensare ad altro.
E poi ci sono film che finiscono, ma rimangono dentro.
L’amore della tua vita, disponibile su Prime Video, per me è proprio uno di questi.
È un film toccante, triste, a tratti doloroso. Ma soprattutto è un film che ti tocca l’anima, perché mentre lo guardi non puoi fare a meno di pensare a quello che abbiamo e che, magari, un giorno potremmo non avere più.
E forse è proprio questo che fa più male.
La trama, senza spoiler
La protagonista è Maya, una giovane infermiera che lavora in un pronto soccorso di Boston. La sua vita cambia quando incontra Charlie, un ragazzo con cui nasce un amore travolgente e con il quale costruisce quella famiglia e quella vita che forse non aveva mai davvero immaginato.
Poi arriva la pandemia.
E tutto quello che Maya aveva costruito viene improvvisamente sconvolto.
Da quel momento inizia un percorso completamente diverso: il dolore, il senso di colpa, la fuga, la difficoltà di ricominciare e, soprattutto, la domanda che prima o poi arriva per tutti quando perdiamo qualcuno che amiamo: si può tornare a vivere davvero dopo una perdita così grande?
Non voglio raccontarvi altro perché credo che questo sia un film da scoprire.
La cosa che fa più male: è tutto terribilmente reale
Credo che questo sia l’aspetto che mi ha colpita più di tutti.
Perché quello che vediamo non è qualcosa di lontano, inventato o impossibile da comprendere.
Noi quella cosa l’abbiamo vissuta.
Abbiamo visto gli ospedali pieni. Abbiamo visto le persone avere paura. Abbiamo avuto paura.
Abbiamo conosciuto il distacco, l’isolamento, l’impossibilità di stare accanto alle persone che amavamo proprio nel momento in cui avevano più bisogno di noi.
E ci sono immagini e situazioni che il film racconta che, proprio per questo, assumono un peso completamente diverso.
Non stiamo guardando soltanto la storia di Maya.
In qualche modo stiamo guardando anche un pezzo della nostra storia.
Una storia che non è ancora così lontana come forse vorremmo credere.
Quando il dolore diventa troppo grande
Maya vive qualcosa di molto umano: quando il dolore diventa troppo grande, il primo istinto può essere quello di scappare.
E lei lo fa.
Cambia luogo, cambia vita, cerca di allontanarsi da tutto ciò che le ricorda Charlie e da tutto ciò che è successo.
Ma il problema è che puoi cambiare città, lavoro, persone intorno a te.
Non puoi cambiare quello che hai dentro.
Maya deve imparare che andare avanti non significa cancellare ciò che è stato.
Il lutto non funziona così.
Una persona che abbiamo amato può continuare a far parte di noi anche quando non è più fisicamente presente. E ricominciare a vivere, sorridere, amare o semplicemente stare bene non significa tradire quella persona.
Significa accettare che la nostra vita può continuare ad avere un significato anche dopo qualcosa che pensavamo ce l’avesse tolto.
Possiamo avere più di un amore della nostra vita?
E qui arriva, secondo me, una delle domande più belle che il film lascia.
Esiste davvero un solo “amore della nostra vita”?
Oppure nella vita possiamo incontrare persone diverse che, in momenti diversi, ci fanno provare forme diverse di amore?
Il film non dà una risposta semplice, e forse è proprio questo il suo punto di forza.
Perché quando perdi qualcuno che hai amato profondamente, può sembrare quasi impossibile immaginare di poter essere felici di nuovo.
Ma la felicità che arriva dopo non cancella quella che c’è stata prima.
Non sostituisce nessuno.
È semplicemente una nuova parte della nostra vita.
E poi arriva la speranza
Ed è proprio qui che voglio arrivare, perché nonostante tutto quello che vi ho raccontato, non voglio che pensiate che questo sia semplicemente un film triste.
Anzi.
È proprio per questo che vi consiglio di vederlo.
Perché nonostante la tristezza, nonostante la rassegnazione, nonostante il momento in cui sembra di aver mollato e di non avere più la forza di ricominciare, la vita riesce ancora a sorprenderci.
Succede qualcosa che cambia nuovamente il modo di guardare alle cose.
E, senza raccontarvi cosa, posso dirvi che è uno di quei momenti che ti fa tornare il sorriso.
È questa, forse, la cosa più bella del film: quando pensi che non ci sia più spazio per la speranza, la storia ti ricorda che non possiamo mai sapere davvero cosa ci aspetta.
Il mio giudizio
Devo essere sincera: è un film triste.
Ma è una tristezza che non lascia soltanto dolore.
Lascia una riflessione.
Ti fa pensare a quello che hai oggi e alla possibilità che domani tu possa non averlo più. Ti ricorda quanto spesso diamo per scontate le persone che amiamo e quanto poco basta, a volte, per capire il valore di una giornata normale.
Ma soprattutto ci ricorda che anche quando pensiamo di aver mollato, la vita può ancora regalarci qualcosa per cui tornare a sorridere.
E forse è proprio questo il messaggio che mi porto a casa.
Non possiamo sapere cosa succederà domani.
Possiamo però scegliere di vivere oggi un po’ di più.
Di dire quella cosa che rimandiamo.
Di abbracciare quella persona.
Di non dare per scontato chi abbiamo accanto.
Perché la vita può essere dolorosa, può toglierci tanto e può portarci a pensare che non ci sia più nulla da aspettare.
E invece, a volte, proprio quando smettiamo di aspettare, arriva qualcosa che ci fa tornare a sorridere.
Per questo vi consiglio davvero di vedere L’amore della tua vita.
È triste, sì.
Ma soprattutto è un film che dà speranza.
E secondo me, oggi, ne abbiamo tutti un po’ bisogno.
Assolutamente consigliato.


