Roma Tiburtina, uno snodo strategico anche per il nostro territorio
Più spazi per l’attesa, maggiore sicurezza percepita, più attenzione al decoro e una presenza più visibile di personale dedicato. Sono le principali richieste che emergono dall’indagine condotta da FlixBus sull’autostazione di Roma Tiburtina, uno degli snodi più importanti della Capitale per il trasporto su gomma di lunga percorrenza.
Un terminal che assume un valore particolare anche per il quadrante nord-est dell’area metropolitana romana. Per chi arriva dai territori di Monterotondo, Mentana, Fonte Nuova, Guidonia Montecelio e dalle aree circostanti, Roma Tiburtina rappresenta infatti uno dei principali punti di accesso ai collegamenti nazionali e internazionali su gomma.
La dimensione dell’hub è significativa: secondo i dati diffusi da FlixBus, la sola compagnia opera a Tiburtina oltre 180 autobus al giorno.
L’indagine FlixBus: quasi un passeggero su due chiede più spazi d’attesa
La ricerca è stata condotta attraverso un questionario somministrato tra giugno e agosto 2026 a 871 persone, chiamate a esprimersi sulla sicurezza percepita, sulla qualità dei servizi e su altri aspetti delle autostazioni italiane.
Tra gli intervistati, 99 persone, pari all’11,36% del campione, hanno indicato Roma Tiburtina come stazione abituale di partenza o arrivo.
Il dato più evidente riguarda gli spazi attrezzati per l’attesa. Il 46% degli intervistati li considera insufficienti e indica questo aspetto come una delle principali aree sulle quali intervenire.
Una richiesta particolarmente significativa per un terminal nel quale ogni giorno transitano passeggeri che possono trovarsi ad attendere coincidenze o partenze di lunga percorrenza.
Sicurezza e decoro tra le criticità indicate dai viaggiatori
Accanto agli spazi per l’attesa emerge il tema del decoro dell’autostazione.
Il 37% dei passeggeri intervistati ha segnalato la necessità di migliorare le condizioni generali degli spazi. La stessa percentuale ha indicato tra le criticità la sicurezza percepita.
Il punteggio medio attribuito alla sicurezza è stato infatti di 5,62 su 10.
L’indagine evidenzia inoltre una richiesta di maggiore attenzione alla presenza di personale dedicato, indicata da quasi un intervistato su cinque.
Si tratta di elementi che acquistano un peso ancora maggiore considerando la funzione di Tiburtina come grande punto di interscambio e la quantità di persone che quotidianamente utilizzano il terminal.

Roma Tiburtina tra trasporto locale e lunga percorrenza
Per il territorio a nord-est della Capitale, parlare di Roma Tiburtina significa parlare di un nodo che va oltre i confini amministrativi di Roma.
L’autostazione rappresenta infatti il punto dal quale partono e arrivano numerosi collegamenti a lunga percorrenza. La qualità dei servizi presenti nel terminal incide quindi anche sull’esperienza di viaggio di chi raggiunge Roma dai comuni dell’area metropolitana e utilizza Tiburtina per proseguire verso altre destinazioni.
Proprio per questo, gli interventi su sicurezza, accessibilità, decoro e aree di attesa non riguardano soltanto i passeggeri romani, ma una platea molto più ampia di utenti.
Alla Camera un Piano Nazionale per le Autostazioni
L’indagine rientra nel progetto per un Piano Nazionale per le Autostazioni, promosso da FlixBus insieme a rappresentanti della Camera, del Ministero dei Trasporti, dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, di ANAV, dell’Unione Nazionale dei Consumatori e di ANCI.
Il percorso, avviato a maggio con un tavolo di confronto, è arrivato alla presentazione alla Camera dei Deputati di un Manifesto contenente otto proposte per riqualificare le infrastrutture esistenti e orientare la realizzazione di quelle future.
Secondo quanto riportato nel comunicato, il piano presentato prevede un investimento complessivo di 300 milioni di euro per rendere le autostazioni italiane più efficienti e sicure.
Otto proposte per cambiare le autostazioni italiane
Il Manifesto parte dalla necessità di introdurre una definizione giuridica univoca dell’autostazione, riconoscendone il ruolo all’interno del sistema nazionale della mobilità.
Tra le proposte c’è anche quella di rendere obbligatoria la realizzazione di autostazioni nei comuni di grandi e medie dimensioni e di prevedere fermate dedicate nei centri più piccoli.
L’obiettivo è migliorare la connettività e favorire gli scambi intermodali, mettendo in relazione in modo più efficace autobus e altri sistemi di trasporto.
Il documento richiama inoltre la necessità di definire standard minimi nazionali per sicurezza, accessibilità e qualità dei servizi.
Innovazione, informazione e transizione energetica
Il piano guarda anche alla trasformazione futura delle infrastrutture.
Tra le indicazioni compare la necessità di adeguare i terminal alle nuove tecnologie che accompagneranno la transizione energetica e di innovare i sistemi attraverso i quali vengono fornite informazioni ai passeggeri.
La riqualificazione delle autostazioni viene quindi letta come parte di una strategia più ampia, che comprende qualità dei servizi, sicurezza e capacità di adattarsi ai nuovi modelli di mobilità.
Tiburtina, la sfida di un hub sempre più centrale
I risultati dell’indagine restituiscono un quadro articolato. Da una parte, Roma Tiburtina registra un buon livello di soddisfazione complessiva tra i passeggeri. Dall’altra emergono richieste precise su aspetti che incidono direttamente sull’esperienza di viaggio.
Più aree per l’attesa, maggiore attenzione alla sicurezza, migliore decoro e una presenza più evidente di personale sono le priorità indicate dagli utenti.
Per uno snodo che serve quotidianamente non soltanto Roma, ma anche una parte significativa dell’area metropolitana, migliorare l’autostazione di Tiburtina significa intervenire su un’infrastruttura che ha un ruolo diretto anche nella mobilità dei territori che gravitano sulla Capitale.



