La città di Tivoli ha celebrato la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate con una cerimonia ai Giardini Garibaldi. Un momento di raccoglimento e unione dedicato agli italiani caduti nelle guerre e nelle missioni internazionali, nel segno della memoria e del riconoscimento del sacrificio di chi ha perso la vita per il Paese. Il sindaco Marco Innocenzi ha richiamato il dovere di trasmetterla alle nuove generazioni.
Oltre al Primo cittadino, hanno preso parte alla commemorazione i rappresentanti dell’amministrazione comunale, delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine, le associazioni d’arma e numerosi cittadini.
Il ricordo dei caduti e le pagine dolorose della storia tiburtina

Nel corso del suo intervento, Innocenzi ha sottolineato il legame tra la storia nazionale e quella della comunità tiburtina, richiamando le vittime dei conflitti che hanno segnato profondamente la città.
La Prima guerra mondiale lasciò a Tivoli 165 caduti, i cui nomi sono ancora custoditi nella memoria cittadina. A questi si aggiungono le oltre 450 vittime civili del bombardamento del 26 maggio 1944, una delle pagine più tragiche della storia locale.
«Per noi, come amministrazione, ricordare tutti i nostri concittadini caduti è un impegno fondamentale. Ogni nome merita di essere ricordato e ogni storia merita di essere raccontata. È nostro dovere custodire questa memoria e trasmetterla alle nuove generazioni», ha dichiarato il Sindaco.
Le commemorazioni nel corso dell’anno
Il ricordo dei caduti rappresenta un impegno che, a Tivoli, si rinnova attraverso diverse cerimonie nel corso dell’anno. Tra queste, le commemorazioni dedicate alla battaglia di El Alamein, ai caduti di Nassiriya e al maresciallo capo Simone Cola. Originario di Villa Adriana, Cola perse la vita in Iraq nel 2005 durante una missione internazionale. Ricorrenze diverse, accomunate dalla volontà di mantenere viva la memoria di quanti hanno sacrificato la propria vita per l’Italia e per la pace.
Nel corso della cerimonia del 4 novembre è stato inoltre dedicato un momento particolare ai quattro militari italiani morti in Bosnia-Erzegovina lo scorso 29 ottobre: Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Franco Adriano Zecchino e Laura Procacci.
La commemorazione si è così inserita nel più ampio percorso di memoria collettiva, con l’obiettivo di ricordare le vittime dei conflitti e trasmettere alle nuove generazioni il valore della pace, dell’unità nazionale e del sacrificio.



