
Nigel Warburton, filosofo britannico, sostiene l’importanza della Filosofia, materia scolastica che spesso viene “sminuita” dalla società. Essa, in realtà, si manifesta ogni giorno nella nostra vita “sotto esame” e ci può aiutare più di quanto possiamo immaginare. Studiare Filosofia ci aiuta a imparare a pensare, e la capacità di pensare ci rende unici, autentici e liberi, oltre ad essere utile in molti ambiti lavorativi.
Fin dall’antichità, l’uomo ha sempre sentito il radicale bisogno di porsi domande universali su tutto quello che lo circonda. Come spiegato ampiamente da Tommaso Campanella nel suo trattato “La città del Sole”, la curiosità del genere umano è ancestralmente concepita come il pilastro della filosofia e il mettere in discussione le proprie idee è il motore del progresso dell’umanità. Come ha sviluppato analogamente il professore di filosofia della Oxford University Nigel Warburton nel suo libro “Il primo libro di filosofia”, il pensiero risiede nella mente di ogni individuo, ma soltanto mediante la voglia di porre la propria vita in esame è possibile imparare a pensare. Cosa si intende realmente però per “imparare a pensare”? Nel corso dei secoli studiosi, autori e filosofi hanno contribuito a donare una definizione, ricorrendo tutti ad un pensiero analogo: porsi in discussione.
La prima forma di discussione interiore umana risiede nella creazione della religione, dove, quasi obbligatoriamente, per spiegare i fenomeni naturali più comuni, doveva esserci la presenza di un’entità superiore. Lo sviluppo del concetto religioso inizia fin dal Paleolitico, per continuare con i primi filosofi greci come Epicuro, il quale dona una concezione di dei quasi assenti, spiegando il “quadrifarmaco”, secondo cui le vere risposte non risiedono nelle divinità, bensì hanno ancora bisogno di essere scoperte ed esaminate da una nuova figura: il filosofo. Simile interpretazione è sviluppata dell’olandese Baruch Spinoza, che afferma la presenza di Dio unicamente come “Sostanza”, un’entità composta da materia e costituente della natura stessa, impotente sulla vita terrena, riponendo le uniche certezze nello sviluppo critico del pensiero umano.
Il “pensare“ è dunque l’unico vero mezzo per uscire da una condizione di limbo interiore ma, talvolta, come indicato da Warburton stesso, può costituire un turbamento talmente elevato da far sentire un individuo incapace di affrontare qualsiasi nozione. Renée Descartes, filosofo francese contemporaneo a Spinoza, fu il primo a soffermarsi sull’incertezza dovuta alle troppe domande, sprofondando in un’alienazione totale dovuta alla mancata distinzione tra la realtà e l’immaginazione e incarnando perfettamente il “pericolo” della sua professione, come affermato da Warburton.
Secondo Descartes, qualunque forma di pensiero deve essere necessariamente accompagnata da una tesi logica, ma, allo stesso tempo, la tesi deve essere messa in discussione da più menti, così da trovare altre interpretazioni. L’abilità di un vero filosofo risiede anche, quindi, nell’apertura di pensiero, nella capacità di non intendere i propri principi come assoluti, mettendo ulteriormente in discussione la propria mente, evitando di basare la propria vita sulla fiducia. Analizzando gli avvenimenti storici, si può, a parer mio, riscontrare delle importanti analogie con il pensiero di Warburton. Con l’affermazione “condurre un’esistenza senza mai esaminare i principi su cui è basata è come guidare un’automobile che non che non è mai controllata”, si può facilmente fare riferimento all’Italia del fascismo, dove l’ignoranza regnava sovrana e i pensieri dei cittadini erano pilotati da un dittatore.
Un pensiero non sviluppato porta un individuo ad uniformarsi alla massa e ad elaborare un pensiero contorto, impossibile da modificare. L’importanza dell’imparare a pensare, dunque, consiste nello sviluppare un proprio pensiero critico, uscendo da un confort iniziale e portando a un turbamento voluto dalla mente, capace di alimentare un forte desiderio di sfida nel trovare risposte alle domande filosofiche. Nell’esistenza di ognuno, per riuscire a superare una varietà di situazioni e sviluppare una mente dinamica per intraprendere una vita che non risulti impoverita dai pregiudizi, è per me essenziale studiare la filosofia. Esattamente come affermato da Warburton: “Se la società odierna possedesse una chiarezza di pensiero, per il mondo costituirebbe un grande vantaggio”.
Articolo a cura di Matile Meli per medium.com/cyber-scuola


